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Istat: a luglio vendite in calo dello 0,5% rispetto al mese precedente. Più 2,6% nel confronto annuale. Boom per il commercio elettronico

Sabrina Bergamini

Vendite al dettaglio in calo in un mese. Su base annua invece il dato è positivo, soprattutto per telecomunicazioni, telefonia e calzature. Ma la flessione che luglio fa registrare su base congiunturale, meno 0,5% in valore e meno 0,7% in volume, viene interpretato dalle associazioni dei consumatori come un fallimento dei saldi e come la conseguenza di una fase di incertezza che continua. Senza contare il peso della “stangata” d’autunno che aspetta le famiglie.

 

I dati diffusi oggi dall’Istat dicono che a luglio diminuiscono rispetto al mese precedente sia le vendite dei beni alimentari (-0,1% in valore e -0,5% in volume) sia quelle dei beni non alimentari (-0,7% in valore e in volume).

Nel confronto annuale, invece, le vendite al dettaglio registrano un aumento del 2,6% in valore e del 2,8% in volume. Sono in crescita sia le vendite dei beni alimentari (+3,2% in valore e +2,4% in volume), sia quelle dei beni non alimentari (+2,1% in valore e +3,1% in volume).

Da sottolineare l’andamento delle vendite dei beni non alimentari su base annua. Tutte le voci sono in aumento ma con variazioni molto diverse: gli aumenti più alti riguardano Dotazioni per l’informatica, telecomunicazioni, telefonia (+6,4%) e Calzature, articoli in cuoio e da viaggio (+6,1%). Le vendite aumentano del 2,7% per elettrodomestici, radio tv e registratori e del 2,4% per prodotti di profumeria e cura della persona e, allo stesso modo, per arredamento e mobili. Il livello più basso è per cartoleria, libri giornali e riviste che si limitano a più 0,1% su base annua.

Continua infine l’exploit dell’e-commerce. Rispetto a luglio 2018, prosegue l’Istat, le vendite al dettaglio aumentano del 3,3% per la grande distribuzione e dello 0,9% per le imprese operanti su piccole superfici. In forte crescita il commercio elettronico (+23,2%).

UNC: fallimento saldi

Per l’Unione Nazionale Consumatori sono numeri che testimoniano il mancato successo dei saldi. Neanche gli sconti, argomenta l’associazione, servono a fare aumentare i consumi.

«L’inizio dei saldi avrebbe dovuto far svettare le vendite dei beni non alimentari rispetto al mese precedente. Invece precipitano dello 0,7% –  commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – I saldi si rivelano un fallimento».

Per l’associazione non sono da esaltare troppo neanche i dati sulle vendite annuali. «La discreta performance delle calzature, +6,1% su base annua, è del tutto insufficiente a risollevare le vendite complessive, anche perché l’abbigliamento resta al palo, registrando un misero +1,5%, collocandosi solo in settima posizione rispetto alla classifica dei gruppi di prodotti non alimentari – prosegue Dona – Insomma, gli italiani sono talmente in crisi che non comperano nemmeno quando ci sono gli sconti».

Federconsumatori parla di «un andamento altalenante che dimostra come l’incertezza dell’attuale fase politica pesi sui comportamenti delle famiglie e sull’intero andamento economico».

E per l’autunno, aggiunge, sarà stangata. L’Osservatorio nazionale dell’associazione calcola che le famiglie fra settembre e novembre dovranno far fronte a una serie di spese che fra libri, zaini, bollette, Tari e riscaldamento sfonderanno la cifra di 1800 euro.

A questo si aggiunge la minaccia dell’aumento Iva dal 2020 che, dice Federconsumatori, «deve essere scongiurato in ogni modo dal nuovo Governo, per evitare conseguenze catastrofiche sulle famiglie». In questo caso le ricadute sono stimate in circa 830 euro a famiglia.

Aumenta il commercio elettronico

La crescita delle vendite al dettaglio su base annua rischia di essere solo un «fuoco di paglia» secondo il Codacons. L’associazione si sofferma sui dati negativi dei piccoli negozi. «Da gennaio a luglio gli esercizi di piccole dimensioni hanno registrato un crollo delle vendite del -1,2% – dice il presidente Carlo Rienzi – Un fenomeno cui fa da contraltare lo strapotere sempre più marcato dell’e-commerce, settore che a luglio registra un incremento del +23,2% su base annua, e del +15,5% nei primi 7 mesi del 2019, a discapito proprio dei piccoli negozi che nello stesso periodo vedono ridursi il proprio giro d’affari».