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A giugno le vendite al dettaglio aumentano del 12,1% rispetto a maggio, trainate dalla ripresa dei beni non alimentari dopo il crollo dell’emergenza Covid. Forte la crescita dell’e-commerce

Sabrina Bergamini

A giugno riprendono fiato le vendite al dettaglio dei beni non alimentari. Dopo la chiusura dei negozi, tornano infatti ad aumentare e registrano più 24,4% rispetto a maggio.

Su base annua il complesso delle vendite al dettaglio è in flessione. Se si guarda invece alla tipologia di negozi, il dato che emerge è un calo di vendite per tutte le forme distributive fatta eccezione per il commercio elettronico, sempre più in aumento.

 

Vendite al dettaglio, Istat: a giugno 2020 più 12,1% rispetto a maggio

I dati dell’Istat dicono che a giugno le vendite al dettaglio, al netto della stagionalità, registrano un aumento del 12,1% rispetto a maggio, trainato dalla ripresa dei beni non alimentari dopo il crollo nel periodo dell’emergenza Covid-19.

A giugno 2020 si stima un aumento delle vendite al dettaglio, rispetto a maggio, del 12,1% in valore e del 12,5% in volume. Le vendite dei beni non alimentari crescono del 24,4% in valore e del 24,7% in volume, mentre quelle dei beni alimentari diminuiscono lievemente in valore e in volume (-0,6%).

Nel secondo trimestre 2020, le vendite al dettaglio registrano un calo del 7,9% in valore e dell’8,8% in volume rispetto al trimestre precedente: diminuiscono soprattutto le vendite dei beni non alimentari (-14,8% in valore e -15,1% in volume), mentre è contenuta la flessione dei beni alimentari (rispettivamente -0,1% in valore e -1,5% in volume).

Nel confronto con giugno 2019, invece, c’è una flessione delle vendite del 2,2% in valore e del 3,5% in volume. A causarla soprattutto l’andamento dei beni non alimentari (-4,4% in valore e -4,8% in volume). Le vendite dei beni alimentari registrano una lieve crescita solo in valore (+0,5%), mentre negativa risulta la dinamica in volume (-1,9%).

Le vendite dei beni non alimentari

Particolare l’andamento dei beni non alimentari, molto eterogeneo fra i diversi tipi di prodotti nel confronto annuale.

Rispetto a giugno 2019 gli aumenti maggiori riguardano dotazioni per l’informatica, telecomunicazioni, telefonia (+15,1%) e mobili, articoli tessili e arredamento (+10,4%).

Le flessioni più marcate si evidenziano, invece, per calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-12,8%) e abbigliamento e pellicceria (-12,3%). Da segnalare anche la flessione dei prodotti farmaceutici (-9,1%), di cartoleria, libri giornali e riviste (-7,8%) e dei prodotti di profumeria e cura persona (-6,9%).

Vendite al dettaglio, sale l’e-commerce

Vendite in flessione sia per la grande distribuzione che per i piccoli negozi. Seguendo una tendenza già emersa in precedenza, aumenta nettamente solo l’e-commerce. Rispetto a giugno 2019 il commercio elettronico è in sostenuto aumento (+53,5%), rileva l’Istat.

E ancora «nel primo semestre del 2020, tra le diverse forme distributive, solo il commercio elettronico vede un forte aumento tendenziale (+32,5%) mentre calano, seppure in misura diversa, i rimanenti comparti».

Per l’Unione Nazionale Consumatori l’aumento delle vendite al dettaglio nel confronto mensile sono un «rimbalzo deludente». Per il presidente dell’associazione Massimiliano Dona «a giugno era lecito attendersi un recupero maggiore rispetto al mese precedente, considerato che solo dal 18 maggio avevano riaperto tutte le attività commerciali al dettaglio rimaste chiuse per oltre due mesi, dal 12 marzo. Invece le vendite non alimentari, quelle che dovevano beneficiare della fine del lockdown, registrano un rialzo del 24,4%, positivo ma insufficiente per far registrare un dato positivo rispetto a giugno 2019, segnando una perdita del 4,4%».