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Chiarezza delle clausole contrattuali e trasparenza dei prezzi: questi gli impegni che Airbnb ha presentato alla Commissione europea. Il portale di affitti brevi si è impegnato a rispettare le norme europee sulla tutela dei consumatori e a rispondere alle richieste avanzate già a luglio dalla Commissione, promettendo dunque di modificare le sue clausole contrattuali e le condizioni di utilizzo del servizio e a migliorare la presentazione dei prezzi, indicando l’importo totale a carico dei consumatori. La società ha tempo fino alla fine dell’anno per modificare il suo sito web in tutte le lingue ufficiali della Ue.

 

Gli impegni riguardano come detto la trasparenza dei prezzi e una maggiore chiarezza delle clausole contrattuali. Sul primo versante, Airbnb si è impegnata a presentare il prezzo totale delle prenotazioni, compresi i supplementi, ad esempio per servizi e pulizia; nel caso in cui non sia possibile calcolare in anticipo il prezzo finale, si è impegnata ad informare chiaramente il consumatore che potrebbe incorrere in ulteriori oneri. Airbnb dovrà inoltre indicare se l’offerta viene da un privato o da un professionista, perché le norme a tutela dei consumatori cambiano nei due casi.

L’altro fronte di impegni riguarda le clausole contrattuali e l’eliminazione di quelle illegali. Nel dettaglio, informa una nota della Commissione europea, Airbnb modificherà le clausole contrattuali per allinearle alle norme Ue sulla tutela dei consumatori e dunque “sarà esplicitata la possibilità per il consumatore di avvalersi di tutti i mezzi di ricorso disponibili e, in particolare, del diritto di citare in giudizio un soggetto che gli fornisce ospitalità, in caso di danni personali o di altra natura; Airbnb indicherà chiaramente che il consumatore ha il diritto di avviare un procedimento contro Airbnb dinanzi ai giudici del suo paese di residenza; nel caso in cui decida di risolvere un contratto o di rimuovere dei contenuti, Airbnb sarà tenuta ad informare il consumatore e, se del caso, gli offrirà il diritto di presentare ricorso e di ottenere un risarcimento”.

Sostiene Vĕra Jourová, Commissaria europea per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere: “Gli operatori online hanno rivoluzionato il nostro modo di viaggiare, trovare alloggio e vivere le nostre vacanze, ma devono anche rispettare pienamente le norme e assumersi la responsabilità quando le cose vanno male. I consumatori dell’UE, tuttavia, sono titolari di diritti sia offline che online. Accolgo con soddisfazione la disponibilità di Airbnb ad apportare le modifiche necessarie a garantire ai consumatori piena trasparenza e consapevolezza di ciò che stanno pagando. Si tratta di un’azione che rientra in un’iniziativa di più ampio respiro volta a promuovere una maggior tutela dei consumatori online.È per questo motivo che, alcuni mesi fa, abbiamo proposto di rafforzare le norme di tutela dei consumatori nell’ambito del “New deal” per i consumatori.”