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Nei primi sette mesi del 2020 sono calati del 13.3% i reati di truffa a danno degli anziani rispetto allo stesso periodo del 2019. Unione Nazionale Consumatori: non si è fatto alcun passo in avanti, il fenomeno resta un’emergenza sociale

Francesca Marras

Nei primi sette mesi del 2020 sono calati del 13.3% i reati di truffa a danno degli anziani rispetto allo stesso periodo del 2019. Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Lazio e Campania sono le regioni più colpite. È quanto rileva l’analisi elaborata della Direzione centrale della polizia criminale, pubblicata ad agosto 2020.

Secondo i dati dell’indagine, gli anziani vittime di truffa sono prevalentemente uomini tra i 65 e gli 80 anni, mentre tra gli over 80 le vittime di sesso femminile superano quelle di sesso maschile.

 

Truffe agli anziani, conseguenze psicologiche

Il truffatore trae in inganno la vittima attuando artifizi e raggiri – si legge nel Report – approfittando della sua buona fede, dell’ingenuità e facendo affidamento sulle eventuali ridotte capacità di reazione e di critica e del suo bisogno di avere relazioni sociali. Con gravi conseguenze, non solo economiche, ma anche psicologiche.

“L’anziano che subisce una truffa sopporta spesso un duplice danno (c.d. vittimizzazione secondaria) – spiega il documento – quello economico e quello, forse più grave e difficile da superare, di natura psicologica, costituito dalla vergogna, dal riconoscersi inadeguato o troppo ingenuo. Sentimenti, questi, che potrebbero provocare nella vittima una situazione di isolamento non facile da rimuovere e, nei casi più gravi, portare a stati di depressione”.

UNC: calo delle truffe effetto del lockdown

Secondo Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, “non si è fatto alcun serio passo avanti nella lotta alle truffe agli anziani”, un fenomeno che “resta un’emergenza sociale“.

“I dati sono chiaramente falsati dal blocco degli spostamenti e dal fatto che durante la pandemia, per evitare di essere contagiati, si era meno propensi ad aprire la porta e a far entrare degli sconosciuti in casa, anche se i truffatori sono passati dallo spacciarsi per letturisti del gas a operatori sanitari”, afferma Dona.

“A questo va aggiunto che spesso i truffati non fanno denuncia alle forze dell’ordine, nonostante sia fondamentale farlo non essendo il reato procedibile d’ufficio. Se il truffato non presenta querela, insomma, le forze dell’ordine hanno le mani legate, salvo la Procura ipotizzi la truffa aggravata o l’associazione a delinquere – conclude Dona. – Per questo sarebbe necessaria una modifica legislativa”.