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Nel 2018 in Italia si sono verificati oltre 27 mila casi di frodi creditizie fatte attraverso furto d’identità, per una perdita economica stimata in oltre 135 milioni di euro

Sabrina Bergamini

Chi ruba l’identità ha facile accesso ai soldi. Può usarli per ottenere un prestito che la vittima non ha mai richiesto o fare pagamenti online mai autorizzati. Di solito si fa ricorso ai dati personali tratti da una carta d’identità rubata o contraffatta (usata in quasi otto casi su dieci). E l’importo medio truffato si aggira sui 5 mila euro. Nel 2018 in Italia si sono verificati oltre 27 mila casi di frodi creditizie fatte attraverso furto d’identità, per una perdita economica stimata in oltre 135 milioni di euro.

 

Quanti soldi in ballo

La fotografia scattata dall’Osservatorio CRIF – Mister Credit sui furti di identità e le frodi creditizie dice che queste continuano ad avere una forte incidenza sul credito al consumo. I casi di frode con un importo tra i 1.500 e 3.000 euro rappresentano il 22,5% del totale e sono aumentati del +33% rispetto al 2017; calano invece leggermente i casi di frode con importi sotto i 1.500 euro (-3,2%). Inoltre, risultano più che raddoppiati i casi con importo tra i 3.000 e i 5.000 euro, che passano dal 9,3% del totale nel 2017 al 19,6% del 2018, mentre mantengono una quota pari a circa il 10% le frodi con importo superiore a 20.000 euro.

La vittima è soprattutto uomo, di età compresa fra 41 e 50 anni – circa un quarto delle vittime presenta questo profilo.

I finanziamenti colpiti da frode

Le frodi creditizie con furto d’identità colpiscono soprattutto i prestiti finalizzati, specialmente quelli accesi per comprare un elettrodomestico, e volano su importi superiori ai 6 mila euro.

Il prestito finalizzato, dice infatti CRIF, fa la parte del leone fra le tipologie di finanziamento oggetto di frode, spiega quasi tre casi su quattro (il 72,1%), aumenta di circa il 28% rispetto allo studio precedente e si aggira su un importo medio di 6.400 euro. Al secondo posto, ma col 12,7% dei casi e in calo, ci sono le frodi fatte sulle carte di credito. Sono in diminuzione del 23% anche le frodi fatte sui prestiti personali, che riguardano il 7,7% dei casi.

Quali sono i beni e i servizi comprati con un prestito fraudolento? Al primo posto, col 32,7% dei casi sul totale delle frodi del 2018, c’è l’acquisto di di elettrodomestici, ma quote rilevanti hanno riguardato anche il comparto auto e moto (11,8% del totale), l’arredamento (9,9%), le spese per la casa (9,7%) e gli acquisti di prodotti di elettronica, informatica e telefonia (8,5%).

Da segnalare anche l’incidenza dei finanziamenti ottenuti in modo fraudolento per l’acquisto di viaggi e intrattenimento e quelle su consumi e spese per la casa (immobili/ristrutturazione), che coprono rispettivamente il 4,5% e il 4,4% dei casi. Continuano poi ad aumentare i casi di frode su finanziamenti relativi a trattamenti estetici/medici, anche se si fermano al 5,2% del totale.

In quanto tempo si scopre una frode?

Entro sei mesi oppure dopo anni: questi i tempi di scoperta delle frodi, legati anche all’importo complessivo investito. Frodi su cifre minori di solito vengono scoperte prima, mentre servono tempi più lunghi o addirittura anni quando la frode investe un importo di 10 mila euro e oltre.

Come spiega l’indagine, «da un lato quasi il 54% dei casi viene scoperto entro 6 mesi, dall’altro lato continuano ad emergere casi di frode messi in atto 3, 4 e addirittura dopo 5 anni prima che vengano intercettati (con un aumento del +2,6% rispetto al 2017). Andando ad analizzare i tempi di scoperta rispetto al valore del finanziamento fraudolento, emerge che la maggior parte dei casi scoperti entro i 6 mesi riguardano importi inferiori ai 5.000 euro (il 60,8% del totale), mentre le frodi con importi superiori ai 10.000 euro necessitano di tempi più lunghi per venire individuati, in particolare il 14,9% richiede oltre 5 anni».

Meglio un sistema di alert

«I ladri non sono più solo coloro che si introducono in casa per rubare oggetti di valore, ma sempre più spesso sono interessati ai dati riservati che possono aprire loro le porte dei nostri account di posta elettronica e social network, conti correnti e carte di credito, con pesanti conseguenze per chi subisce frodi e furti d’identità», ha detto Beatrice Rubini, Direttore della linea Mister Credit di CRIF.

Questo fenomeno si intensifica con l’estate e con le truffe legate alle vacanze, quando si risponde ad annunci che sembrano vantaggiosi o si cedono con leggerezza i dati dei propri documenti. Meglio adottare servizi di protezione. Ad esempio, conclude Rubini, «un sms collegato all’utilizzo della carta di credito o sistemi di alert che avvisano se viene richiesto un finanziamento a nostro nome, possono evitare sgradite sorprese».