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Le Associazioni dei Consumatori lanciano alcune proposte per la modifica della Legge 3/2012 e l’inserimento delle norme sul sovraindebitamento già approvate con il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCI)

Francesca Marras

Dalle Associazioni dei Consumatori arriva una proposta di emendamento per modificare la Legge 3/2012 e inserire le norme sul sovraindebitamento già approvate con il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCI).

L’appello viene lanciato da Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Assoconsum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, CTCU, Federconsumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Udicon, Unione Nazionale Consumatori.

 

Sovraindebitamento, l’appello dei Consumatori

“Nell’ambito della pesante crisi socio-economica, effetto della pandemia, stiamo assistendo ad un aumento del tasso di disoccupazione generale, a un repentino deterioramento delle condizioni reddituali dei privati e alla conseguente crescita dei cosiddetti crediti problematici – spiegano le Associazioni –

le nuove disposizioni in materia di sovraindebitamento dei consumatori e delle famiglie (o, per meglio dire, dei debitori non fallibili), contenute nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCI) e destinate a entrare in vigore il prossimo 15 agosto, avrebbero potuto offrire strumenti adeguati di contenimento del fenomeno, comportando un netto miglioramento degli strumenti giuridici oggi utilizzabili e il superamento di numerose questioni al momento di dubbia interpretazione da parte dei giudici”

Il CCI rinviato al 1° settembre 2021

Le Associazioni spiegano però che l’entrata in vigore dell’intero CCI, compresa la nuova disciplina del sovraindebitamento, è stata rinviata al 1° settembre 2021, mentre rimane in vigore la l. n. 3/2012, ritenuta “inadeguata ad affrontare l’ulteriore impoverimento delle famiglie italiane”.

Sovraindebitamento, le proposte delle Associazioni

Le Associazioni propongono, dunque, alcune modifiche alla Legge, con l’obiettivo principale di semplificare le condizioni di accesso del debitore agli istituti del piano del consumatore e dell’esdebitazione. Gli aspetti prioritari della proposta sono:

  • introdurre la nozione diindebitamento dell’intero nucleo familiare, invece che individuale, per rispondere alle reali modalità con cui le crisi da sovraindebitamento si manifestano e vanno gestite;
  • la possibilità della esdebitazionedel debitore incapiente, essenziale per consentire una ripartenza (fresh start) anche se i debiti pregressi non sono stati pagati;
  • una maggioreresponsabilizzazione dei finanziatori, che, nell’ipotesi di concessione imprudente del credito, subiscono delle limitazioni di tipo procedurale.

“In assenza di una più efficiente disciplina sul sovraindebitamento – si legge nell’appello – numerosi soggetti vedrebbero accresciuta la situazione di difficoltà, con il rischio di trovarsi vittime di condotte estorsive ed usurarie da parte di organizzazioni criminali dotate della liquidità che a quei soggetti fa difetto”.

Rafforzare il Fondo di prevenzione dell’usura

“Infine – concludono – sarebbe necessario prevedere, tra gli stanziamenti relativi agli “ammortizzatori sociali”, forme di sostegno pubblico che rendano sostenibili per gli indebitati le spese della procedura. A questo fine, si potrebbe pensare a un rafforzamento organizzativo e di dotazione del Fondo di prevenzione dell’usura ex art. 15, l.n. 108/96, che sin dall’origine nasce proprio a questo scopo”.