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Secondo un’indagine di Facile.it circa 2,5 milioni di studenti cambieranno mezzo di trasporto per il tragitto casa-scuola. In aumento il mezzo privato, mentre cala l’uso del trasporto pubblico

Francesca Marras

A pochi giorni dall’inizio della scuola, la mobilità degli studenti rimane uno dei nodi più critici. Secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp research e Norstat, realizzata su un campione rappresentativo di famiglie italiane con figli dai 2 ai 18 anni, emerge che quest’anno quasi 1 alunno su 3, pari a circa 2,5 milioni (29,8%) cambieranno, del tutto o in parte, mezzo di trasporto per il tragitto casa-scuola.

 

In aumento il trasporto privato

Secondo l’indagine, faranno ricorso all’uso di un mezzo proprio 6 alunni su 10 (57%), pari a circa 4.820.000 di bambini e ragazzi, che quest’anno raggiungeranno la scuola in auto o moto. Il dato è ancor più significativo se si considera che lo scorso anno, ad usare questo tipo di mezzo era il 50,2% degli scolari.

Calerà, di conseguenza, l’uso del trasporto pubblico, autobus o tram. Alla ripartenza delle lezioni, infatti, lo farà solo il 14,9%, contro il 16,7% dello scorso anno.

Ancora meno, circa il 2%, quelli che sceglieranno la metropolitana o il treno. In diminuzione anche il numero di alunni che utilizzeranno servizi quali lo scuolabus: il 5,2% quest’anno, mentre lo scorso anno erano il 7,6%. In leggero aumento, invece, coloro che hanno scelto di recarsi a scuola a piedi; lo faranno il 31,7% degli studenti, pari a quasi 2,7 milioni di ragazzi, erano il 31,1%, lo scorso anno.

Il cambio di abitudini riguarderà, in particolare, i ragazzi iscritti alla scuola secondaria, sia di primo grado (il 35,8% degli studenti cambierà il modo di coprire il tragitto casa/scuola), sia di secondo grado (43,4%).

La paura del Covid

Secondo le dichiarazioni raccolte, la ragione principale per cui molte famiglie cambieranno modalità di trasporto è proprio la paura del Covid. Tra gli intervistati che modificheranno le loro abitudini di trasporto, infatti, 1 su 2 (50%), pari a circa 875mila nuclei, ha preso questa scelta per evitare di esporre i figli ad un possibile rischio contagio.

Per oltre mezzo milione di famiglie (30,1% del campione intervistato), invece, la ragione del cambiamento è legata all’orario di ingresso scaglionato adottato dalla scuola, mentre il 24,1% ha scelto di rivedere le modalità di trasporto per motivi organizzativi interni al nucleo.

2 famiglie su 3 preoccupate per la mobilità

La preoccupazione per il tragitto casa-scuola è condivisa anche da chi non cambierà mezzo di trasporto; tra le famiglie 2 su 3 hanno dichiarato di essere in apprensione (66,2%) per il percorso. Guardando alle risposte su base territoriale emerge che l’inquietudine è diffusa in tutto il Paese in modo abbastanza omogeneo, anche se le famiglie più preoccupate per il tragitto casa-scuola dei figli risultano essere quelle residenti al Sud e nelle Isole, dove la percentuale raggiunge il 70,5%.