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Il presidente del Consiglio annuncia uno stanziamento di 4 miliardi e 450 milioni di euro in due anni per la scuola. I costi si prospettano ingenti anche per le famiglie, dice l’UNC, fra libri, tablet e connessione internet

Sabrina Bergamini

Con l’emergenza Covid la scuola ha dovuto rinnovarsi, organizzarsi in fretta e furia, aumentare la sua digitalizzazione e sperimentare la didattica a distanza. Fra mille incertezze e ostacoli, a partire dall’impossibilità di raggiungere le fasce più fragili della popolazione, gli studenti senza tablet, pc e connessione internet veloce. Come si ripartirà a settembre? Con quale didattica? E con quali costi per le famiglie? Scuola e famiglia, appunto, sono intrecciate sempre di più, con la scuola che si fa a distanza in famiglia, la famiglia che si fa ambiente di gioco e scolastico.

 

Conte: per la scuola 1 miliardo e 450 mln in due anni

Oggi il presidente del Consiglio Giuseppe Conte alla Camera, durante l’informativa sull’emergenza coronavirus, ha annunciato uno stanziamento di quasi un miliardo e mezzo per la scuola in due anni.

«La gestione del rientro a scuola a settembre – si legge sull’Ansa – comporterà ingenti costi di organizzazione e le scorse settimane ci hanno mostrato l’importanza di aumentare la digitalizzazione dei nostri istituti e della nostra didattica: proprio a questo fine stanziamo 1 miliardo e 450 milioni di euro in due anni a beneficio della scuola».

Scuola, UNC: costi ingenti anche per le famiglie

Ma i costi, sottolinea l’Unione Nazionale Consumatori, saranno considerevoli anche per le famiglie. Perché saranno alle prese con tante voci: i libri, il corredo scolastico, la mensa, l’eventuale necessità di dotarsi di mascherine. Per non parlare delle carenze tecnologiche di molte famiglie, che già hanno sperimentato l’impossibilità di seguire la didattica a distanza senza tablet o pc (dove ci sono più figli in età scolastica servono più dispositivi e molti li devono condividere) e senza adeguata connessione internet.

«Il problema è che ci saranno ingenti costi anche per le famiglie degli studenti – dice il presidente UNC Massimiliano Dona – Chiediamo, quindi, quanti milioni sono stati stanziati perché l’emergenza Covid non gravi ulteriormente sulle loro tasche, considerata la stangata che già grava su di loro tra corredo, libri, trasporto e mensa. Le mascherine saranno distribuite gratuitamente agli studenti dallo Stato, tramite le scuole, oppure si aggiungerà una batosta da oltre 100 euro a studente?».

La didattica a distanza

La didattica a distanza, la grande scommessa ma anche la grande difficoltà. L’Istat ha certificato che un terzo delle famiglie non ha computer o tablet in casa, che nel Mezzogiorno sono senza pc oltre il 40% delle famiglie, che il 57% degli studenti deve condividere il computer in famiglia. Un primo report di Cittadinanzattiva evidenzia che l’esclusione dalla didattica a distanza riguarda quasi la metà (48%) degli studenti che non partecipano alle videolezioni per motivi diversi, fra cui l’inadeguata connessione internet e la condivisione dello stesso pc o tablet con altri componenti della famiglia, fratelli, sorelle o genitori in smart working.

Un quadro niente affatto confortevole. Considerando solo il tema della disponibilità tecnologica, e dei costi da sostenere, l’impatto di questa scuola sulle famiglie non si presenta certo agevole.

«Nel caso si opti per la didattica a distanza, il Premier sa che il 33,8% delle famiglie non ha computer o tablet in casa, percentuale che al Sud sale al 41,6%? – prosegue Dona – Inoltre bisogna che lo Stato si faccia carico non solo di fornire in comodato un tablet ad ogni studente che ne fa richiesta, ma che fornisca anche le Sim per la connessione internet. Sono tante le famiglie, infatti, che, pur avendo il pc, non hanno una connessione adeguata per far seguire ai figli le lezioni. Non tutti possono permettersi un abbonamento flat per una connessione internet veloce. Per non parlare dell’arretratezza della nostra rete».