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I saldi invernali partono quest’anno fra restrizioni anti-Covid e calendario frammentato. Per Confesercenti un consumatore su due è interessato a fare shopping. Ma le associazioni dei consumatori parlano di flop e saldi disastrosi

Sabrina Bergamini

I saldi quest’anno sono partiti in sordina, col maltempo e nell’unica giornata “arancione” prima dei due giorni rossi di oggi e di domani. Sono partiti inoltre con un calendario frammentato che si spalma per tutto il mese di gennaio.

Un consumatore su due è interessato ai saldi, dice Confesercenti. Le associazioni dei consumatori non sono invece ottimiste e parlano di vendite in calo. Per loro i saldi invernali si annunciano un flop o qualcosa di molto simile. Pesano le restrizioni agli spostamenti, l’incertezza sulle misure anti-Covid, l’emergenza sanitaria, il calo del reddito delle famiglie e il grande punto interrogativo generale sulla situazione economica, generale, personale e familiare.

 

Saldi, calendario frammentato

Il calendario dei saldi, come si diceva, quest’anno è particolarmente frammentato.

C’è stato un avvio in pratica “teorico” in Basilicata, Molise e Valle d’Aosta, ieri sono partiti Abruzzo e Calabria, oggi andranno Sardegna e Campania. Ancora: giovedì 7 gennaio sarà la volta di Lombardia, Piemonte, Puglia, Friuli-Venezia Giulia, Sicilia mentre sabato 9 toccherà all’Umbria.

Nel Lazio la partenza dei saldi è prevista per il 12 gennaio, il 16 sarà la volta di Marche e della provincia autonoma di Bolzano (con l’esclusione di alcune zone del distretto della Val Venosta, dove si partirà il 13 febbraio), mentre per la Liguria bisognerà aspettare il 29 gennaio ed il 30 per Emilia-Romagna, Toscana e Veneto. Nel frattempo, però, i negozi potranno procedere alle vendite promozionali, liberalizzate in tutto il territorio nazionale tranne che in Veneto e in Puglia. 

Un consumatore su due interessato, incognita sulla spesa

Secondo Confesercenti è alta l’attenzione dei consumatori verso i saldi e quest’anno uno su due si dice interessato a comprare. I negozi di moda sperano di invertire con i saldi la tendenza di un anno complicatissimo, che ha visto una riduzione delle vendite stimata in 16 miliardi di euro in abbigliamento e accessori e un bilancio di Natale con flessioni del 30 e anche del 40%.

La spesa quest’anno è però un’incognita.

«Solo il 10% degli intervistati ha dichiarato di aver già stabilito un budget per gli acquisti ai saldi: in media di 165 euro a persona, in linea con lo scorso anno – dice Confesercenti – Ma la spesa potrebbe essere più alta, visto che il 75% del campione preferirà decidere gli acquisti sul momento, a seconda delle occasioni. Più definite invece le intenzioni di acquisto. Quest’anno in cima ai desideri degli italiani ci saranno scarpe e capispalla: entrambe le voci vengono indicate come possibile acquisto dal 40% degli intervistati, con i capispalla trainati dal clima freddo. Seguono prodotti di maglieria (38%), capi di camiceria (26%), magliette e intimo (entrambi al 22%), poi borse (13%) ed accessori (11%)».

I consumatori: saldi indietro tutta

Le associazioni dei consumatori non pensano che i saldi saranno un gran successo. Per Federconsumatori parte una stagione che si annuncia “disastrosa” con flessioni di vendite stimate nel 18%.

«Quel che è certo è che, un po’ a causa delle restrizioni che hanno tenuto e terranno chiusi i negozi nei prossimi giorni, ma soprattutto a causa delle difficoltà economiche che molte famiglie stanno vivendo, potremo ricordare questa stagione dei saldi come una delle peggiori della storia».

Secondo l’Osservatorio Federconsumatori quest’anno solo il 24% delle famiglie farà un acquisto in saldo, approfittando delle promozioni in gran parte per recuperare anche regali di Natale rinviati. Il calo di vendite è stimato nel 18%, la spesa media per i saldi sarà di poco superiore ai 147 euro a famiglia.

Il Codacons parla invece di calo di vendite del 20% con punte, in alcune città del Sud, anche del 50%.  «I saldi di fine stagione si riveleranno un flop clamoroso», dice.

Piuttosto scettica è anche l’Unione Nazionale Consumatori. Sui saldi pesa infatti il calo del reddito e l’incertezza delle restrizioni anti Covid che potrebbero rallentare l’avvio dei saldi proprio nei giorni iniziali.

«I primi giorni di saldi, infatti, ed in particolare il primo week-end di vendite, ha sempre rivestito molta importanza sui ricavi finali dei commercianti – dice il presidente dell’associazione Massimiliano Dona – La partenza scaglionata decisa dalle varie regioni, inoltre, non facilita certo il lancio pubblicitario delle vendite di fine stagione. In questa situazione di incertezza, forse l’avvio dei saldi andrebbe rinviato al 16 gennaio o comunque fino a quando il Governo non intenderà ritornare alle vecchie zone gialle, arancioni e rosse, senza restrizioni aggiuntive rispetto al Dpcm del 3 dicembre, possibilmente con una data uguale per tutte le regioni nelle quali ancora non sono iniziati».