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I consumatori cercheranno soprattutto la convenienza. La metà di chi farà acquisti in saldo comprerà i capi più convenienti, mentre il 28% è interessato a vestiti e accessori di qualità venduti; solo il 5% dei consumatori intende comprare capi firmati. Nel conto alla rovescia che precede l’avvio dei saldi estivi, previsti in quasi tutta Italia da sabato 7 luglio, chi ha già fissato un budget spenderà in media circa 165 euro. Gli sconti saranno abbastanza consistenti: si aggireranno sul 30-40% per quasi sette negozi su dieci. Questa la fotografia scattata dal sondaggio fatto da Fismo-Confesercenti in collaborazione con SWG su un campione di commercianti e consumatori.

 

Confesercenti parla di “super offerte per recuperare un 2018 partito con il piede sbagliato”. Le imprese vogliono invertire la tendenza dopo un inizio d’anno difficile, perché il primo semestre 2018 ha fatto registrare le peggiori vendite degli ultimi tre anni. E così, dice la sigla, “il 68% delle imprese inaugurerà le vendite di fine stagione estive con riduzioni di prezzo tra il 30 ed il 40%, mentre l’11% degli imprenditori si spingerà anche sopra questa soglia. Solo due negozi su dieci, invece, offriranno sconti tra il 20 ed il 30%”.

Sul versante consumatori, si prevede una spesa media di 165 euro a persona, anche se con profonde differenze territoriali. Il dato finale potrebbe essere però molto diverso. Spiega Confesercenti: “Nonostante sia interessato ai saldi l’85% dei consumatori, solo il 34% ha già stabilito di acquistare, mentre il 51% deciderà a seconda delle occasioni che troverà curiosando tra le vetrine. La voglia dell’affare è confermata anche dalle intenzioni di acquisto: la metà dei consumatori (il 50%) vuole usare i saldi per accaparrarsi i capi più convenienti, mentre il 28% punta alla qualità. Solo il 5%, invece, è interessato a capi firmati”. Il 15% dei consumatori dichiara invece che non ha intenzione di fare shopping.

“Quest’estate gli sconti di partenza saranno più alti della media: c’è da recuperare un avvio di anno che, dopo il leggero miglioramento registrato a fine 2017, è tornato a mostrare risultati negativi per le vendite, sotto i livelli dello scorso anno e del 2016 – dice Roberto Manzoni, presidente di Fismo Confesercenti– Ad incidere sulla performance è stato il periodo di instabilità politica, che ha frenato a lungo i consumi durante la primavera. Ma anche un meteo imprevedibile, con un inverno troppo caldo ed una primavera fredda, cui si aggiunge un’estate che tarda ad arrivare, che ha influito negativamente per tutti i primi sei mesi. Il risultato è che quest’anno le vendite di fine stagione saranno un’occasione sia per le imprese che per i clienti, visto che i negozi presenteranno in saldo un assortimento di merce record per quantità e varietà”.