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Le famiglie si aspettano un anno scolastico più caro. E sono preoccupate per la didattica a distanza. Le principali preoccupazioni dei genitori per il ritorno a scuola di settembre

Sabrina Bergamini

Sei genitori su dieci si aspettano il caro-scuola per il ritorno fra i banchi. Per la metà delle famiglie, la principale preoccupazione per il ritorno a scuola riguarda la didattica a distanza in caso di nuovo lockdown: temono che non sia allo stesso livello dell’insegnamento in classe. Distanziamento sociale, sanificazione degli spazi, socializzazione soprattutto per i bambini più piccoli sono altrettanti fonti di ansia per le famiglie. Convinte, fra l’altro, che quest’anno la scuola costerà di più.

Non sarà un ritorno a scuola semplice, e non solo per le regole e le direttive che stanno arrivando dalle direzioni scolastiche e per la preoccupazione del contagio e delle sue conseguenze in un ambiente come quello delle aule scolastiche.

 

Il 61% dei genitori si aspetta rincari per il materiale scolastico, il 39% ricorrerà ai risparmi per fare fronte alle spese, il 29% userà prestiti o farà acquisti a rate.

Il dato emerge da un’analisi condotta da YouGov per Amazon Italia sugli italiani e il nuovo anno scolastico al tempo del COVID-19, su un campione di mille genitori con figli in età scolare.

Ritorno a scuola e caro-scuola

Il ritorno a scuola quest’anno si presenta con molti interrogativi e tante preoccupazioni per i genitori, di organizzazione, didattica e budget familiare. Il 46% delle famiglie dichiara che la situazione finanziaria è peggiorata a causa del COVID-19 e il 61% prevede che il prossimo anno scolastico avrà dei costi superiori rispetto al precedente.

I consumi scolastici cambiano. Dopo libri di testo e cartoleria, i genitori si preparano a comprare mascherine e gel igienizzanti (prima ancora di zaini e astucci). L’indagine di YouGov dice che «6 famiglie su 10 pensano che il nuovo anno scolastico costerà di più di un anno normale: il 29% del campione dichiara di che prenderà in considererà dei prestiti e dei pagamenti rateali, mentre quasi 4 genitori italiani su 10 useranno i risparmi per far fronte alle spese extra e solo il 13% non ricorrerà né a prestiti né intaccherà i propri risparmi».

Le spese per il ritorno a scuola

Naturalmente le spese per la scuola partono con libri e articoli di cartoleria, al primo posto per il 73% degli intervistati e per gli alunni di tutte le età. Al terzo posto si piazzano però le mascherine (pari merito con vestiario e scarpe) prioritarie per il 48% delle famiglie, e a seguire si posizionano i disinfettanti. Le misure di sicurezza sono più importanti di zaini ed astucci.

La metà delle famiglie dice che comprerà sia nei negozi fisici che online (il sondaggio del resto è fatto per Amazon) mentre il 17% dichiara che privilegerà il canale online per ricevere tutto a casa e risparmiare (51% e 49% rispettivamente) nonostante il fatto di non poter verificare le condizioni dei prodotti sia considerato il principale svantaggio dello shopping online dal 39% del campione.

Ritorno a scuola, le fonti di ansia

Il ritorno a scuola è fonte di ansia e preoccupazione per tutte le novità che hanno investito il mondo dell’istruzione, a partire dalla didattica a distanza seguita durante il lockdown per seguire con le misure di distanziamento e le conseguenze in termini di socializzazione (soprattutto per i più piccoli).

«La principale preoccupazione delle famiglie italiane, come dimostra il 52% del campione, è il dubbio sulla qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento da casa, rispetto alla tradizionale didattica in aula – si legge in una nota – Seguono il distanziamento sociale e la mancata sanificazione degli ambienti scolastici (pari merito con l’impossibilità a fare gite), considerate rispettivamente tra le tre principali fonti di preoccupazione dal 42% e 35% delle famiglie. Queste percentuali crescono al Centro (48% e 40%), Sud (46% e 39%) e nelle isole italiane (48% e 43%), dove l’argomento è più sentito».

Preoccupa la socializzazione tra compagni, soprattutto da parte dei genitori con figli che frequentano la scuola elementare, e le attività extrascolastiche e gite, in particolare per chi frequenta le medie e le superiori. L’eventualità di dover rimanere a casa con i figli preoccupa il 23% dei genitori. Questa preoccupazione è diffusa soprattutto tra i genitori degli studenti delle scuole elementari, dove tocca quota 33%.

La didattica a distanza

La didattica è distanza è stata utile nei mesi passati ma meno della metà del campione la ritiene efficace a emergenza terminata. Del resto lnon è stata indolore durante il lockdown. Solo il 56% delle famiglie è riuscito ad usufruire della didattica a distanza senza problemi tecnici.

«In uno scenario dove l’emergenza COVID-19 è ancora presente, la didattica a distanza è ritenuta utile dal 79% delle famiglie; tuttavia, ad emergenza finita, solo meno del 50% del campione lo ritiene un metodo efficace per l’apprendimento».

In generale la didattica a è distanza è considerata un’integrazione utile alla didattica in presenza, anche perché permette di prendere confidenza con la tecnologia, ma gli svantaggi principali sono la mancata interazione tra gli studenti (47%) e con gli insegnanti (45%), oltre che la carenza di supporto che gli studenti possono ricevere stando a casa (45%). L’aspetto dell’uguaglianza sociale, legato al limitato accesso da parte di alcuni studenti agli strumenti utilizzati per la didattica a distanza, preoccupa il 41% dei genitori italiani.