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Cosa pensano gli studenti delle misure allo studio per il ritorno a scuola? Mascherine, distanziamento e norme anti Covid, Skuola.net ha sentito la voce degli studenti

Sabrina Bergamini

Mascherina sì, mascherina no, mascherina forse o a corrente alternata. Distanziamento in classe ma probabilmente non sui bus. Didattica a distanza sempre dietro l’angolo e timore per nuove chiusure. Informazioni chiare, queste sconosciute. Nella discussione giornaliera sul ritorno a scuola, sul come quando e forse quanto, c’è una voce che fatica a farsi sentire: quella degli studenti.

Cosa pensano giovani e giovanissimi delle norme anti-Covid che si stanno scrivendo ancora, giorno dopo giorno? Se lo chiede Skuola.net che ha interpellato gli studenti per capire come giudicano le regole del Ministero dell’Istruzione per il ritorno a scuola. Il sondaggio riguarda un campione di 5 mila studenti di scuole medie e superiori.

 

«Le norme anti-Covid preparate per il ritorno in classe del 14 settembre alla maggior parte degli studenti sono “indigeste” ma in tanti sono comunque disposti ad accettarle, comprendendo le ragioni che hanno portato ad adottarle».

Il ritorno a scuola visto dagli studenti

Gli studenti sono preoccupati ma disposti ad accettare la mascherina, danno via libera ai banchi singoli, sono in maggioranza (poco meno della metà) disposti ad adeguarsi al distanziamento, un terzo è aperto alla didattica mista (a scuola e a distanza) e un altro terzo vorrebbe iniziare con la didattica a distanza. Di certo sono preoccupati: oltre 9 su 10 pensano che durante l’anno le scuole saranno costrette a chiudere nuovamente per l’impennata dei contagi. Il 37% di loro è sicuro che accadrà.

Poche informazioni dalle scuole

Nelle discussioni sul ritorno a scuola che ci sono state finora e che stanno continuando a cadenza giornaliera, di sicuro gli studenti hanno ricevuto poche informazioni da parte delle scuole. Così le stanno cercando da soli.

Le notizie concrete sono poche e le informazioni ricevute dalle scuole anche.

Skuola.net sottolinea che l’istituto scolastico «in 6 casi su 10, ancora non ha contattato le famiglie per anticipare come intende applicare le regole di comportamento inserite nelle Linee Guida del Ministero. Così gli studenti stanno ricorrendo al fai-da-te: 8 su 10 si stanno attivando, più o meno intensamente, per cercare informazioni sulle novità previste per il rientro a scuola».

Così 1 su 3 si dichiara molto preoccupato, 1 su 2 moderatamente e solo 1 su 5 non sembra avere timori per il ritorno alla scuola in presenza.

Mascherina, distanziamento, banchi

Le misure allo studio per il ritorno a scuola sono più o meno accettate dagli studenti. Mascherina per tutta la giornata scolastica in assenza di distanziamento? Non sono solo gli esperti a dividersi. Dal sondaggio di Skuola.net emerge che circa 1 studente su 3 si oppone in maniera netta dicendo di essere sicuro di non sopportarla per tutto quel tempo, mentre il 47% confessa il proprio disagio pur comprendendo il senso di un eventuale provvedimento in tal senso. Il 20% degli studenti invece, uno su cinque, approverebbe la scelta perchè con la mascherina si sente più protetto.

Gli studenti non fanno i salti di gioia per il distanziamento ma non alzano neanche muri. La separazione delle classi numerose sarebbe vissuta malissimo dal 27% di loro mentre il 47% non è d’accordo ma è disposto ad adeguarsi.

L’adozione dei banchi singoli viene rifiutata solo dal 31% degli studenti mentre il 41% promuove l’eliminazione del banco doppio. C’è molta diffidenza sull’idea di demandare alle famiglie il controllo della temperatura e di chiedere agli studenti di misurare la febbre ogni mattina prima di andare a scuola. Quasi 8 su 10 sono scettici: per gran parte di loro è facile prevedere che qualcuno non rispetterà la norma.

Didattica a distanza?

«Ecco perché, nella situazione attuale, un terzo dei ragazzi (34%) preferirebbe continuare solo con la didattica ‘a distanza’ e un altro 35% proverebbe da subito con la didattica mista (un po’ a scuola e un po’ a casa). Per tentare di scongiurare quello che immaginano oltre 9 su 10, ovvero che durante l’anno le scuole saranno costrette a chiudere nuovamente per l’impennata dei contagi (per il 37% è sicuro che accada)».