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Si rientra a scuola, ma non in tutta Italia, tante scuole non sono ancora pronte ad accogliere gli studenti in totale sicurezza. Sul sito del Ministero della Salute le FAQ sulle misure anti Covid

Francesca Marras

Il giorno tanto atteso per il rientro a scuola è arrivato, ma la campanella non è suonata in tutta Italia. Tante scuole non sono ancora pronte ad accogliere gli studenti in totale sicurezza e alcune Regioni hanno, quindi, deciso di rinviare e posticipare la riapertura.

“È evidente che per riaprire in sicurezza è necessario che alcuni problemi vengano risolti. A quanto sappiamo, la consegna dei banchi monoposto, gli unici in grado di garantire il distanziamento, è in grave ritardo. Altre due criticità importanti sono quelle delle aule, perché gli enti locali non le hanno reperite ovunque, e l’assegnazione piena dell’organico, ovvero dei docenti da assumere per assicurare il servizio – aveva dichiarato il Presidente dell’ANP (Associazione Nazionale Presidi) Antonello Giannelli.

 

Quando riaprono le scuole?

Per le Regioni è prevista, dunque, una riapertura delle scuole diversificata. Oggi, 14 settembre, ripartono Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Piemonte, Toscana, Sicilia, Trentino (tranne il Liceo scientifico per professioni di montagna di Tione, il 2), UmbriaValle d’Aosta e Veneto. In Friuli Venezia Giulia si torna a scuola il 16 settembre. La ripartenza è prevista, invece, per il 24 settembre in AbruzzoBasilicataCampaniaCalabria e Puglia. La Sardegna si prepara ad accogliere gli studenti il 22 settembreAlto Adige ha anticipato al 7 settembre, mentre in Lombardia sono ripartite il 7 settembre le scuole dell’infanzia, oggi le altre.

Che fare in caso di sintomi compatibili con il Covid?

Mascherine, distanziamento, sanificazione e una corretta gestione dei focolai sono le principali misure di sicurezza da adottare all’interno degli istituti scolastici.

In particolare, le linee guida per la gestione a scuola di eventuali casi sono contenute all’interno del documento redatto da Istituto Superiore della Sanità (ISS), Ministero della Salute, Ministero dell’Istruzione, INAIL, Fondazione Bruno Kessler, Regione Veneto e Regione Emilia-Romagna.

Secondo quanto indicato nel documento, nel caso in cui un alunno o un operatore scolastico presentino sintomi compatibili con il Covid-19, sia a scuola che a casa, dovranno essere attivati il referente scolastico, i genitori, il pediatra di libera scelta o il medico di medicina generale e il dipartimento di Prevenzione.

Se, ad esempio, la sintomatologia dovesse manifestarsi a scuola, le indicazioni prevedono che l’alunno o l’alunna vengano assistiti da un adulto dotato di mascherina chirurgica, all’interno di un’area dedicata, e che i genitori vengano immediatamente allertati ed attivati. Una volta a casa, i genitori dovranno contattare il pediatra di libera scelta, o medico di Medicina Generale che, dopo aver valutato la situazione, deciderà se contattare il Dipartimento di Prevenzione (DdP) per l’esecuzione del tampone.

Qualora il test risultasse positivo, il DdP competente condurrà le indagini sull’identificazione dei contatti e valuterà le misure più appropriate da adottare.

Le FAQ del Ministero della Salute

Sul sito del Ministero della Salute sono consultabili le FAQ che rispondono ai dubbi legati alle misure anti Covid. Tra queste quelle legate all’uso della mascherine.

  • Nella scuola primaria gli alunni in classe devono indossare sempre la mascherina chirurgica?

Il Comitato tecnico scientifico ha diffuso il 31 agosto delle Raccomandazioni tecniche in cui precisa che nell’ambito della scuola primaria, per favorire l’apprendimento e lo sviluppo relazionale, la mascherina chirurgica può essere rimossa in condizione di staticità con il rispetto della distanza di almeno un metro e l’assenza di situazioni che prevedano la possibilità di aerosolizzazione (es. canto).

  • Nella scuola secondaria la mascherina va sempre indossata dagli alunni quando sono in classe?

Nella scuola secondaria, anche considerando una trasmissibilità analoga a quella degli adulti, secondo le Raccomandazioni tecniche del Comitato tecnico scientifico, la mascherina chirurgica può essere rimossa in condizione di staticità con il rispetto della distanza di almeno un metro, l’assenza di situazioni che prevedano la possibilità di aerosolizzazione (es. canto) e in situazione epidemiologica di bassa circolazione virale come definita dalla autorità sanitaria.

Il rientro a scuola dell’alunno in caso di tampone positivo o negativo

  • Quando un alunno risultato positivo al test per SARS-CoV-2 potrà rientrare a scuola?

Per il rientro in comunità bisognerà attendere la guarigione clinica (cioè la totale assenza di sintomi). La conferma di avvenuta guarigione prevede l’effettuazione di due tamponi a distanza di 24 ore l’uno dall’altro. Se entrambi i tamponi risulteranno negativi la persona potrà definirsi guarita, altrimenti proseguirà l’isolamento.

  • Se un alunno che ha manifestato sintomi compatibili con Covid-19 risulta poi negativo al tampone, potrà rientrare a scuola subito?

Se il tampone naso-oro faringeo è negativo in paziente sospetto per infezione da SARS-CoV-2, a giudizio del pediatra o medico curante, si ripete il test a distanza di 2-3 gg. Il soggetto deve comunque restare a casa fino a guarigione clinica e a conferma negativa del secondo test.