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Le università sembrano pronte a riaprire. E’ pur vero che le lezioni non si sono mai fermate, salvo nella fase iniziale della pandemia, grazie alla didattica a distanza che ha permesso a tutti (o quasi, come si legge nel nostro comunicato “SCUOLA: 12,7% studenti senza didattica a distanza”) gli studenti di continuare nel loro percorso di studi pur restando in casa.

Ora però sembra arrivato il momento di tornare in aula.

Quando riaprono 

Sulle tempistiche del rientro per gli studenti italiani, le voci che si sono susseguite nel corso di questi mesi sono state in parte confermate dal Ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi che ha annunciato che gli studenti potranno rientrare in aula già da settembre per potere svolgere gli esami della sessione autunnale.

 

Ad ogni università, nell’ambito della rispettiva autonomia, sarà permesso indicare una data diversa a seconda delle esigenze.

Come riapriranno

Le modalità di ingresso e permanenza negli atenei sono in linea con quelle del resto delle attività che hanno riaperto dopo il lockdown: obbligo di mascherina, misurazione della temperatura all’ingresso, vietati gli assembramenti.

Nello specifico, le università del nostro paese stanno programmando gli spazi a disposizione così da poter permettere agli studenti di fare gli esami in presenza senza costituire un rischio né per loro né per i docenti.

Verranno utilizzate quindi le aule più spaziose possibili così da poter posizionare ogni studente a distanza di sicurezza.

Chi rientrerà per primo in aula

Da quello che emerge a rientrare per primi in aula potrebbero essere gli studenti che si immatricoleranno quest’anno: ad influenzare questa decisione il fatto che non entrino in aula da marzo e che non hanno mai avuto a che fare con il metodo d’insegnamento universitario (decisamente differente rispetto a quello delle scuole superiori).

Previste inoltre delle deroghe alla presenza in aula per gli studenti e i professori che, per motivi legati alla pandemia, non potranno spostarsi per raggiungere l’ateneo.

Didattica a distanza addio anzi, arrivederci

Ufficialmente conclusa quindi la fase della didattica a distanza per gli studenti italiani? Non proprio. Infatti, in caso di impossibilità ad accogliere tutti gli studenti mantenendo le distanze di sicurezza, si sta già pensando ad un modello di didattica misto. Alcuni studenti quindi potrebbero continuare a seguire le lezioni da casa mentre altri in presenza. Tutto dipenderà, come detto, dagli spazi a disposizione degli atenei ma anche dall’andamento epidemiologico nel nostro Paese.

Qualcuno ha già riiniziato

Alcune università come La Sapienza di Roma o l’Università di Palermo, già in questi mesi, sono state ripopolate dagli studenti. Alcuni atenei infatti hanno riaperto le loro porte per permettere di sostenere in sede gli esami di laurea. Distanziamento sociale, presenze contingentate e mascherina obbligatoria sono stati alcuni dei tratti caratteristici di questo tentativo di ripartenza per il sistema universitario italiano.

Autore: Lorenzo Cargnelutti