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Mascherina, rispetto di un metro di distanza fra le persone e frequente igienizzazione: sono le direttrici con cui l’Italia inizia la fase della riapertura. Da oggi ripartono negozi, parrucchieri, bar e ristoranti. Dal 3 giugno via libera gli spostamenti, dal 15 giugno riaprono cinema e teatri

Sabrina Bergamini

Distanziamento di un metro, mascherina e igienizzazione continua: queste le direttrici per l’Italia che prova a ripartire. Da oggi riaprono bar, ristoranti, parrucchieri, centri estetici, negozi ed esercizi commerciali, e la riapertura si svolgerà all’insegna di regole di base che chiedono di indossare la mascherina, di rispettare la distanza interpersonale di un metro e di procedere a frequente igienizzazione e pulizia degli spazi e degli oggetti comuni.

 

Le ultime trattative fra Governo e Regioni hanno portato a un allentamento delle norme più stringenti che erano state suggerite per alcuni settori e alla base di tutte le indicazioni – e dei vari protocolli inseriti nell’ultimo decreto del presidente del consiglio – le regole di base sono appunto distanziamento e mascherina.

Il nuovo Dpcm e la riapertura

Ieri dunque la firma del nuovo Dpcm. I movimenti fra le regioni partiranno dal 3 giugno, e sempre dal 3 giugno ci sarà il via libera agli spostamenti con Unione europea, stati parte dell’accordo di Schengen, Regno Unito, Irlanda del Nord.

Oggi riaprono bar, ristoranti, pasticcerie, parrucchieri e centri estetici.

La riapertura per palestre e piscine è prevista dal 25 maggio. Il 15 giugno è prevista la riapertura di cinema e teatri, con distanziamento e un massimo di 200 persone al chiuso e di 1000 persone per eventi all’aperto. Sempre dal 15 giugno potranno riaprire i centri estivi per bambini.

Parchi e centri estivi

L’accesso del pubblico ai parchi, alle ville e ai giardini pubblici, spiega il decreto, «è condizionato al rigoroso rispetto del divieto di assembramento» nonché della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. È consentito l’accesso ad aree gioco di parchi e giardini per svolgere attività ludica e ricreativa all’aperto.

A metà giugno potranno riaprire i centri estivi.

«A decorrere dal 15 giugno 2020, è consentito l’accesso di bambini e ragazzi a luoghi destinati allo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, anche non formali, al chiuso o all’aria aperta, con l’ausilio di operatori cui affidarli in custodia e con obbligo di adottare appositi protocolli di sicurezza predisposti in conformità alle linee guida del dipartimento per le politiche della famiglia di cui all’allegato 8».

Le Regioni e le Province Autonome possono stabilire una diversa data anticipata o posticipata.

Palestre e piscine

L’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte presso palestre, piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite, sempre nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, a partire dal 25 maggio 2020. Anche in questo caso, le Regioni potranno decidere di anticipare o posticipare la data.

Manifestazioni pubbliche

Si può manifestare ma da fermi.

Il decreto dice che «lo svolgimento delle manifestazioni pubbliche è consentito soltanto in forma statica, a condizione che, nel corso di esse, siano osservate le distanze sociali prescritte e le altre misure di contenimento».

Cinema e teatri

Cinema e teatri ripartono dal 15 giugno. Il Dpcm dice che «gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto restano sospesi fino al 14 giugno 2020. Dal 15 giugno 2020, detti spettacoli sono svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori, con il numero massimo di 1000 spettatori per spettacoli all’aperto e di 200 persone per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala».

Le Regioni e le Province autonome possono stabilire una diversa data, in relazione all’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori.

Rimangono invece ferme sale da ballo e discoteche, congressi e fiere. Così come rimangono sospese le attività di centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali e centri sociali.

I musei e i luoghi della cultura aprono ma devono assicurare «modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone e da consentire che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro».

Luoghi di culto

Rispettare le distanze ed evitare assembramenti è anche la logica con cui riaprono i luoghi di culto. L’accesso, dice il Dpcm, «avviene con misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro». Fra gli allegato del Dpcm ci sono anche i protocolli sottoscritti fra Governo e confessioni religiose, che disciplinano le funzioni religiose.