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La raccolta differenziata dei rifiuti in Italia procede a ritmo sempre più spedito. Secondo il Rapporto Rifiuti 2018 di Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), la media nazionale si attesta al 55,5% con il Veneto al primo posto tra le Regioni più virtuose (73,6%). Percentuali più basse si registrano invece nel Centro e Sud Italia. In generale, la produzione di rifiuti si attesta a 487 chilogrammi l’anno per abitante, leggermente sopra la media comunitaria. Aumentano poi i comuni italiani “rifiuti free”, vale a dire quelli in cui ogni cittadino produce al massimo 75 chilogrammi di secco residuo all’anno (ossia quei rifiuti solidi urbani che non possono essere avviati al riciclo). Eppure, nonostante queste percentuali più che confortanti, in tutto il Paese sono ancora tantissimi i cittadini che non sanno come regolarsi quanto devono differenziare i rifiuti che producono nelle mura domestiche. In tal senso può dunque essere utili stilare una lista di consigli pratici da seguire.

 

Precisazioni d’obbligo

Non esiste un vademecum per il conferimento dei rifiuti a cui possono attenersi tutti, da Torino a Palermo. Le regole della raccolta differenziata variano infatti da comune a comune. Quando si differenzia è dunque necessario attenersi principalmente alle regole indicate dal proprio comune di residenza in modo da evitare sanzioni, che possono variare da un minimo di 25 a un massimo di 620 euro in base alla gravità della violazione compiuta. Una mano possono darla le confezioni dei prodotti che si acquistano, su cui dovrebbero sempre comparire le indicazioni su come smaltirle.

I sacchetti da usare

Altra premessa fondamentale da fare riguarda la tipologia dei sacchetti da usare per la raccolta differenziata. Per i rifiuti in plastica vanno utilizzati sacchetti in plastica, così come per quelli in carta o cartone vanno usati sacchetti di carta e sacchetti biodegradabili per l’umido. Per ciò che concerne il vetro, invece, occorre ricordarsi sempre di smaltire gli oggetti e non il contenitore che si è utilizzato per trasportarli fino alle campane. Se non si seguono questi consigli basilari, si vanifica in partenza ogni tentativo di riciclo dei rifiuti.

Rifiuti in plastica

I rifiuti in plastica sono quelli che produciamo maggiormente: bottiglie, contenitori, involucri, pellicole da imballaggio (come quelle per la carta igienica). Nei cestini della plastica devono finire anche sacchetti di patatine o salatini, pluriball, vasi, sottovasi e generalmente anche il polistirolo. Ci sono poi degli oggetti che d’istinto saremmo portati a gettare nella plastica, ma che in realtà vanno nell’indifferenziata: è il caso, ad esempio, delle biro e dei pennarelli poiché contengono inchiostro e hanno una punta costruita con materiale differente dalla plastica. In generale, perché un rifiuto in plastica sia differenziato “bene”, occorre lavarlo o sciacquarlo prima di buttarlo: vale per i contenitori che contengono alimenti. Per ciò che concerne, invece, il conferimento degli oggetti in alluminio nello stesso cestino di quelli in plastica, questa opzione varia di comune in comune.

Rifiuti in vetro

Anche nel caso del vetro sono fondamentali delle distinzioni da fare tra ciò che si può differenziare e ciò che, invece, va nell’indifferenziato. Alla prima categoria appartengono bottiglie, vasetti, barattoli delle conserve (che vanno lavati o quantomeno sciacquati prima di essere gettati, allo stesso modo dei contenitori di alimenti in plastica). Rientrano nella seconda categoria, invece, specchi, cristalli, pirofile, piatti e stoviglie in porcellana o ceramica, coperchi trasparenti delle pentole, oggetti in pyrex, lampadine, tubi al neon. In generale, tutto ciò che è di vetro e finisce in frantumi va conferito sempre nell’indifferenziato.

Fazzoletti di carta

Dopo essere stati utilizzati, i fazzoletti di carta vanno buttati nell’umido. Questa regola vale sia per i fazzoletti che usiamo per pulire il naso, sia per i tovaglioli. Nell’indifferenziata vanno invece i tovaglioli di carta decorati con stampe colorate o di consistenza simile alla stoffa. Sempre nell’indifferenziata devono finire anche la carta da forno e la carta oleata (vale a dire quella usata per incartare la focaccia o la pizza al taglio).

Mozziconi di sigarette e gomme da masticare

Né i mozziconi di sigarette, né tantomeno i sigari, vanno gettati nell’umido. Entrambi devono finire nell’indifferenziata, così come le gomme da masticare.

Cartone della pizza

Per quanto riguarda il cartone della pizza da asporto, esso va gettato nella carta purché ogni sua parte sia pulita (dunque non unta di olio, macchiata da salsa di pomodori o da residui di mozzarella). Un’alternativa è staccare le parti pulite e gettarle nel cestino della carta. Il resto deve andare nell’indifferenziato.

Scontrini

Essendo stampati su un particolare tipo di carta che non ne permette il riuso (la carta termica), gli scontrini non sono riciclabili. Vanno pertanto gettati nell’indifferenziata.

Tè, caffè e capsule

Le cialde del caffè vanno nel bidoncino dell’umido, così come le bustine del tè. Per le capsule, invece, dove possibile l’ideale è consegnarle nel negozio in cui sono state acquistate. Altrimenti possono essere gettate intere nell’indifferenziata, oppure se ne possono dividere le componenti buttando il caffè nell’umido e le parti in alluminio e plastica nei rispettivi cestini (qualora il comune in cui si risiede preveda la differenziazione).

Tetrapak

I contenitori di tetrapak, con cui conserviamo cibi e bevande, possono essere scomposti in modo da smaltirne correttamente le singole parti (carta, alluminio e plastica). L’importante è sciacquarli dopo averli utilizzati.

 Pannolini

Pur essendo composti da materiali biodegradabili, i pannolini non possano essere smaltiti nell’umido ma nell’indifferenziato. La stessa cosa vale per assorbenti, cerotti, garze, batuffoli di cotone e cotton fioc (i cui imballaggi in plastica o carta possono invece essere riciclati).

 Lettiere per animali domestici

Le lettiere “classiche” in sabbia o cristalli di silicio vanno nell’indifferenziata. Quelle di argilla, segatura, trucioli e carta potrebbero andare invece nell’umido, ma è bene prima accertarsi di ciò controllando le indicazioni sulla confezione.

Le etichette

In generale, prima di gettare un oggetto – sia esso un vasetto di vetro o un sacchetto compostabili per la frutta o la verdura – va sempre levata l’etichetta con il prezzo e smaltita nell’indifferenziata.

Isole ecologiche

I rifiuti ingombranti, i Raee (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) e altri rifiuti come i tappi di sughero vanno conferiti nelle isole ecologiche, vale a dire attrezzata centri di raccolta adibiti alla raccolta differenziata dei rifiuti. Varia invece di comune in comune il conferimento di altri rifiuti come le pile, gli oli usati e i farmaci scaduti o che non servono più (per quest’ultimi molte farmacie si sono attrezzate con appositi raccoglitori). Nel complesso si tratta di rifiuti che non vanno assolutamente gettati nell’indifferenziata.

Autore: Rocco Bellantone