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In tanti lamentano un costo troppo alto per il conto corrente. Fra chi ha cambiato, più di 1 su 4 lo ha fatto perché la banca non forniva home banking

Elena Leoparco

Tenere i soldi su un conto corrente è tra le soluzioni più comuni preferite dagli italiani. In pochi sanno però quanto costa tenerne aperto uno. Secondo un’indagine condotta per Facile.it da mUp Research e Norstat i titolari di conto corrente che, a luglio 2020, hanno ammesso di non conoscerne i costi sono 5.900.000, vale a dire quasi il 15% dei possessori.

 

In particolare, a conoscere meno i costi del proprio conto sono risultate essere le donne (16,6% rispetto al 12,5% del campione maschile) e i rispondenti con un’età compresa tra i 45 e i 54 anni (17,3%).

Come il Covid ha cambiato la percezione delle famiglie

La pandemia del Coronavirus ha inciso in maniera decisiva anche sulla percezione dei costi e così, se prima del Covid in molti ritenevano i costi del conto corrente troppo alti ed errano intenzionati a ridurne il peso, nella fase post lockdown sono altri i costi percepiti come marcatamente influenti sul budget familiare. In particolare, sono i rispondenti appartenenti alla fascia di età 65-74 anni a percepire che il conto incida meno sul budget famigliare (12,4%) e solo l’8% dei giovani con un’età compresa tra i 18 e i 24 anni vorrebbe riuscire a risparmiare in questo ambito.

I costi sono davvero aumentati?

Il 14,6% degli italiani affermano che il costo del conto corrente sia aumentato nei mesi tra marzo e giugno 2020. Il dato va letto alla luce del quadro di riferimento; è probabile che non si sia trattato di un effettivo aumento delle tariffe applicate dalla banca, quanto piuttosto, ancora una volta, sia una percezione frutto della maggiore attenzione posta dai correntisti verso i costi, che ha portato ai loro occhi aumenti già in essere da tempo ma dei quali ci si è accorti solo negli ultimi mesi.

Va inoltre detto che molti italiani durante la quarantena hanno aumentato l’utilizzo dei servizi di home banking e il numero di operazioni fatte online e questo potrebbe aver di fatto determinato un aumento del peso delle voci di spesa variabili (es. i bonifici, la ricarica di carte prepagate, il trasferimento di denaro ecc.).

Molti si lamentano, pochi cambiano

Nonostante il 16,9% si lamenti dei costi troppo alti del conto corrente e sarebbe intenzionato a cambiare per risparmiare, nei fatti, solo il 4,8% lo ha già fatto.

Tra coloro che hanno cambiato banca di riferimento durante il lockdown, il 27% lo ha fatto perché la propria banca non forniva un servizio di home banking. Anche se la banca forniva il servizio, però, non sempre lo faceva in maniera tale da soddisfare il cliente, tanto è vero che, sempre fra chi ha cambiato, il 23% ha preso la decisione perché riteneva inadeguato l’home banking offerto dal suo istituto.

Se è vero che sono pochi coloro che hanno cambiato il conto, va detto che vi sono tanti correntisti (il 32,9%) che hanno dichiarato di non aver cambiato per il momento, ma che lo faranno non appena troveranno l’offerta giusta.