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L’UNC ha segnalato all’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria e all’Antitrust alcuni video musicali in cui compaiono prodotti commerciali. E chiede una regolamentazione sull’influencer marketing

La pubblicità sta cambiando pelle, i prodotti compaiono sui social e nei video musicali senza una chiara indicazione della loro natura pubblicitaria e promozionale, e questo non va giù all’Unione Nazionale Consumatori. Che da tempo sta conducendo una battaglia nei confronti dell’influencer  marketing, o meglio della necessità di regolamentare bene questo settore e di rendere chiaramente riconoscibile al consumatore il contenuto promozionale di immagini e prodotti e delle campagne a pagamento fatte dagli influencer.

 

Oggi l’attenzione è su alcuni video musicali che l’UNC ha segnalato all’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria e all’Antitrust perché vi compaiono alcuni prodotti commerciali. Ed è arrivata una prima risposta dall’IAP, rivela l’UNC in una nota. I video finiti sotto i riflettori dell’UNC sono quelli di Alessandra Amoroso, di Rovazzi e di Anna Tatangelo.

Mambo salentino & Co

«È necessario rivedere le regole sul product placement, a maggior ragione dopo che lo Iap ci ha dato ragione, chiedendo di inserire nel video di Alessandra Amoroso “Mambo salentino”, l’indicazione sulla presenza di marchi a fini commerciali».

Così Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commenta le recenti segnalazioni dell’associazione in tema di influencer marketing.

«Negli ultimi mesi, alcuni video musicali hanno attratto la nostra attenzione per la presenza di prodotti commerciali senza che ne fosse dato alcun avviso ai consumatori», prosegue Dona.

Si tratta del video della canzone “Mambo salentino” di Boomdabash ft. Alessandra Amoroso in cui sono inserite bottiglie di Birra Peroni; “Senza Pensieri” di Rovazzi ft. Bertè e J-Ax in cui sono inseriti i brand di LG e Wind Tre; del video; “Tutto ciò che serve” di Anna Tatangelo nel quale compaiono capi di abbigliamento Adidas, Calzedonia, Reebok, Iceberg, Paros. I casi sono stati segnalati all’Autorità Antitrust e all’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria che, spiega l’UNC, esaminato il video dell’Amoroso, ha chiesto all’Azienda e alla Casa discografica di esplicitare in modo chiaro la natura promozionale dei contenuti inseriti all’interno del video musicale, secondo quanto prescritto dal Regolamento “Digital Chart”.

L’UNC: servono sanzioni

Per l’associazione bisogna ormai prevedere delle sanzioni in casi come questi.

«Apprezziamo l’intervento dello IAP, ma siamo convinti che siano necessarie le sanzioni soprattutto nei video in cui compaiono prodotti alcolici come nel caso di “Mambo salentino” – aggiunge il presidente dell’Unc – la pubblicità sta cambiando pelle e dall’influencer marketing ai video musicali sono necessarie sanzioni per ricordare ad aziende e influencer che le linee guida di IAP e AGCM vanno rispettate».