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anche giudiziarie,conciliative,tributarie ...

L' UNIONE fa la forza se dai forza all'UNIONE.

 

Per la legge di Murphy, se una caldaia deve cominciare a dare problemi, c'è da scommettere che lo farà nella settimana più fredda dell'anno. Comincia così il reclamo giunto durante le vacanze agli sportelli dell’Unione Nazionale Consumatori. E non poteva essere una segnalazione qualunque: a scriverci il giornalista Antonello Piroso che spiega la difficile situazione nella quale si è ritrovato proprio alla vigilia delle feste. Caldaia guasta, acqua dai rubinetti sempre più fredda e temperatura polare in casa.

 

Il consumatore fa quello che avremmo fatto tutti: si mette a cercare qualcuno che possa intervenire tempestivamente, digita su Google “Roma assistenza caldaie” e atterra un sito la cui home-page si presenta con questo annuncio: “Caldaia guasta? Ci pensiamo noi. Nessun diritto di chiamata”. Ma non è tanto la gratuità a ingolosire, quanto la promessa di un “Intervento entro 4 ore”.

Il consumatore si attacca speranzoso al telefono; la chiamata è dirottata su un altro numero, che (lo possiamo dedurre dal rumore del traffico in sottofondo) essere un cellulare. Il tono è cortese e assicurano che entro 4 ore saranno a casa! "Ottimo", avrà pensato il consumatore, dopo che gli altri operatori che aveva contattato fissavano appuntamenti a 5/7 giorni.

Incredibilmente, entro quattro ore si presentano davvero due signori che, dopo aver armeggiato intorno all'impianto per una ventina di minuti, concludono che c'è un problema allo scambiatore, che loro possono sostituire il giorno dopo, ma solo se, una volta tornati in ufficio verificheranno di averlo in deposito.

Tutto bene, dunque? Non proprio: aI momento di congedarsi i due si fermano e richiedono 40 euro per la chiamata. “Eh? Prego? Scusate, ma sul sito c'è scritto…”. Risposta: “Vero, ma siccome dobbiamo tornare, questo è il pagamento anticipato della chiamata per il prossimo intervento, che ovviamente le scaleremo dall'importo finale”. Sul sito c’era scritto “gratis”, ma il cliente si sa in questi casi non ha molte alternative.

Quindi paga, saluta e attende. Ma qui viene il bello: nonostante i numerosi solleciti, il pezzo di ricambio non arriva, cosa che costringe il consumatore a mille inutili telefonate fin quando si spazientisce e chiede come fare per fare per riavere i 40 euro. A questa ultima richiesta non c’è alcuna risposta, infine, dopo le proteste, ecco la verità: “No, ci siamo capiti male: quei 40 euro vengono contabilizzati se interveniamo di nuovo, altrimenti...usciremmo sempre gratis”.

Argomentazione lunare! Perché se tu come offerta al pubblico scrivi che l'intervento è gratis e da nessuna parte c'è scritto che in realtà lo pagherai comunque, è un inganno, da qualsiasi lato lo si guardi. 

Per la cronaca il problema alla caldaia è stato poi risolto rapidamente con altri tecnici (che nella prima telefonata hanno specificato chiaramente: "Il diritto di chiamata è di 50 euro, da pagare comunque; noi veniamo, accertiamo il problema, se poi per risolverlo torniamo noi perché lei avrà approvato il preventivo che le faremo, quei 50 euro le verranno scalati dal totale finale").

Ma resta l'amaro in bocca pensando alla "truffa" subita dal consumatore: cosa impedisce infatti di pensare che, con questo schema, a colpi di secondi mancati interventi su cui viene incassato un acconto, in una giornata il tecnico scorretto possa arrivare a portare a casa magari 200 euro, non solo senza aver fatto nulla (in vista di un fantomatico ulteriore intervento), ma addirittura in nero, perché con la scusa che i 40 euro sono l'acconto sul secondo appuntamento, non viene rilasciata alcuna ricevuta?

Morale della favola: quando per qualsiasi richiesta di emergenza a casa (per cui vi serve un idraulico, un elettricista, un tecnico di caldaie o condizionatori) trovate scritto su un sito “Senza diritto di chiamata, uscita gratuita”, fatevi chiarire bene i termini e le condizioni di questa offerta così vantaggiosa. Per non avere poi la sgradevole sensazione di essere stati impunemente turlupinati.

E comunque, in caso di dubbio, scrivete agli sportelli di assistenza dell'Unione Nazionale Consumatori.