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Macchie solari, dermatiti, herpes, spellature… come prendere il sole (anche in topless) in tutta sicurezza. La parola all’esperto di Dottori.it

Elena Leoparco

Estate fa rima con mare, vacanze e relax ma per molti l’esposizione al sole e il caldo diventano anche sinonimo di disturbi stagionali che potrebbero rendere il meritato riposo un po’ meno piacevole.

Molti sono i disturbi della pelle provocati proprio dal caldo e dal sole e per i quali conviene tenere a mente alcuni accorgimenti.

Vediamo quali sono i più comuni e quali rimedi utilizzare per attutire il danno, come suggerito dagli esperti di Dottori.it (www.dottori.it), sito e app per la prenotazione di visite specialistiche.

 

Herpes labiale

Il suo nome tecnico è Herpes Simplex Virus 1 ed è un’infezione che si manifesta spesso sia in caso di stress che di esposizione al sole, “ecco perché per prevenirlo bisognerebbe evitare le situazioni stressanti legate a radicali cambiamenti di ambiente e di abitudini” – suggerisce la dott.ssa Marina Fantato, specialista dermatologa presso il centro Unisalus di Milano.

“Una volta in spiaggia, bisogna schermare la zona con protezioni solari molto alte rinnovando l’applicazione ogni tre ore. Anche l’assunzione di vitamine nel periodo precedente alla partenza può rappresentare un valido supporto. Se invece il processo di infezione è già iniziato si può cercare di attutire l’entità della manifestazione alle prime avvisaglie intervenendo il prima possibile con pomate specifiche, la cui applicazione deve avvenire tra le quattro e le cinque volte al giorno. Dopo un paio di giorni si può passare all’applicazione dei cerotti disponibili in commercio, attraverso i quali si può bypassare la parte esteticamente più fastidiosa.”

Eritema solare

Si tratta di una manifestazione infiammatoria della pelle, che può svilupparsi in seguito ad eccessive e prolungate esposizioni al sole. Questa reazione è molto variabile per gravità e può andare dalla scottatura (limitata agli strati cutanei più superficiali) fino ad una vera ustione.

“Per evitare traumi alla pelle, è importante usare una protezione solare adeguata scegliendo almeno per i primi due giorni una crema con fattore protettivo 50+ e poi a partire dal terzo giorno si può procedere anche con una 30+. Se invece l’eritema è già in corso, posso evitare la comparsa delle bolle ricorrendo ad una crema al cortisone una volta al giorno e all’applicazione di pasta all’ossido di zinco. Un suggerimento che do ai miei pazienti per aiutarli a contenere anche il bruciore è quello di mettere un asciugamano di cotone bagnato in frigo e poi applicarlo sulla pelle perché il freddo aiuta a spegnere da subito l’infiammazione” – spiega la dott.ssa Fantato.

Dermatite da sudore

Sebbene interessi soprattutto i bambini, possono in realtà esserne colpiti anche gli adulti, quindi “per la prevenzione conta soprattutto l’ambiente che deve essere il più fresco e ventilato possibile e i tessuti indossati che devono essere traspiranti” precisa la dottoressa. “Se invece la dermatite è già in corso si dovranno refrigerare il più possibile le zone interessate, scegliendo di aspettare qualche giorno per una risoluzione autonoma oppure ricorrendo all’uso di pasta all’ossido di zinco e di un detergente delicato”.

“Per la prevenzione delle macchie solari molti pensano all’applicazione di una buona crema protettiva, ma non tutti sanno che in questo caso è indispensabile usare una protezione 100, un vero e proprio schermante perché le macchie purtroppo sono facili da contrarre, ma difficili da eliminare. Se da un lato ci sono persone predisposte per cause ormonali o per fototipo, è vero anche che a molti le macchie compaiono a causa di comportamenti scorretti quali l’assunzione di antinfiammatori prima dell’esposizione solare oppure dell’uso di profumi che possono provocare un eccesso di melanina e la conseguente pigmentazione della pelle” – spiega la dottoressa Fantato.

Nei e sole

Una delle domande principali che ci si pone in estate è la relazione tra sole e nei, e nello specifico se l’esposizione al sole possa causare la trasformazione di un neo o farne nascere di nuovi. La risposta non è assoluta perché varia da individuo a individuo.

“A chi ha molti nei suggerisco di comprare gli appositi stick per proteggerli dal sole perché un neo scottato può essere il punto di partenza per altre problematiche ben più pericolose. Soprattutto per i bambini è un accorgimento indispensabile: un neo scottato durante l’infanzia è un fattore di rischio molto importante per lo sviluppo successivo di melanomi” – prosegue la dottoressa.

Topless, sì o no?

“Molte sono le donne che apprezzano l’abbronzatura integrale esponendosi al sole in topless. A loro consiglio di usare particolari accorgimenti perché il seno è una delle parti del corpo in cui la cute è anche più delicata di quella del viso. Consiglio perciò l’uso di sieri rigeneranti e di creme con adeguato fattore protettivo, nella consapevolezza del fatto che la zona più a rischio scottature è il capezzolo che va protetto con creme adeguate a seconda della tipologia di pelle”- consiglia la dott.ssa Fantato.

Desquamazione post-abbronzatura

Questo inconveniente si presenta quando non ci proteggiamo adeguatamente, il corpo reagisce con un meccanismo di difesa: lo strato più superficiale della pelle viene fatto inspessire più del normale e di conseguenza assistiamo ad un processo di desquamazione. “Ci sono due modi per evitare questo inestetismo: idratarsi dentro e fuori sia attraverso una corretta alimentazione e il corretto apporto di liquidi che attraverso l’uso di creme ed olii che consentano alla pelle di essere idratata e vellutata. È indispensabile la scelta di una buona crema doposole a cui suggerisco di abbinare anche l’uso di un olio secco, molto comodo perché ha le stesse proprietà di un olio tradizionale, ma anche il vantaggio di non ungere” – conclude la dott.ssa Fantato.