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La promessa di Apple Give Back è questa: “Il dispositivo che vuoi, al posto di quello che hai”. E prosegue: “Portaci il tuo vecchio dispositivo: se è idoneo, ti diamo in cambio una carta regalo Apple Store. Se invece non ha un valore di permuta, penseremo noi a riciclarlo a costo zero. Indipendentemente dal modello e dalle condizioni, lo trasformeremo in qualcosa di utile per te e per il pianeta”. La promozione non convince però l’Unione Nazionale Consumatori, che ha depositato una segnalazione all’Autorità Antitrust sulla trasparenza dell’offerta di Apple fatta in collaborazione con Brightstar.

 

Apple Give Back è un programma di permuta soggetto a una serie di condizioni, specificamente riportate in nota da Apple sulla home dell’offerta. Il valore di permuta dipende dalle condizioni, dall’anno di fabbricazione e dalla configurazione del dispositivo. Non tutti danno diritto a un credito. Ci possono essere delle limitazioni. “Apple si riserva il diritto di rifiutare la permuta o limitarne la quantità per qualsiasi dispositivo e per qualsivoglia motivo”. Quello che si ottiene da Apple Give Back è una carta regalo Apple Store di importo pari al valore stimato del prodotto Apple.

Non tutti i consumatori sono convinti dell’offerta.  “Promozione ‘Give Back’ di Apple: secondo la pubblicità sarebbe possibile permutare il proprio iPhone per riceverne uno nuovo, ma le cose non stanno proprio così!”: queste le parole con cui Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, annuncia la segnalazione depositata presso l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sulla promozione “Give Back” di Apple.

Secondo l’UNC ci sarebbero diversi limiti, restrizioni e condizioni dell’offerta omessi dalla pubblicità o comunque poco chiari: “Ad esempio, dal sito dell’Azienda californiana, si apprenderebbe che non si tratta di un credito utilizzabile per l’acquisto di un nuovo iPhone, ma del riconoscimento di un buono sconto di cui non è peraltro noto il regolamento di funzionamento – dice l’UNC – Come se ciò non bastasse, Apple si riserverebbe anche il diritto di rifiutare la permuta “per qualsiasi motivo”, senza aver l’obbligo di giustificare tale scelta. In aggiunta, non sembra chiaro il coinvolgimento del partner Brightstar, con il risultato di costringere il consumatore a studiare due diversi siti online”. Dice Dona: “La realtà sembrerebbe diversa da come viene raccontata dalla pubblicità: diversi consumatori se ne sarebbero accorti e ci stanno chiedendo un intervento. Aspettiamo che l’Autorità si pronunci in merito”.