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L’indagine periodica di CRIF, l’organismo al quale vengono rivolte le “interrogazioni” sulla solvibilità di chi chiede un mutuo o un prestito, registra a maggio 2018 un costante ridimensionamento delle surroghe a seguito della progressiva riduzione del bacino potenziale di mutuatari per i quali la rottamazione dei vecchi contratti potrebbe ancora risultare vantaggiosa. Altro dato che caratterizza la rilevazione è rappresentato dalla contemporanea interruzione del trend di crescita dell’importo medio richiesto, che si è attestato a 125.334 euro (-0,9% rispetto al corrispondente mese del 2017).

 

Nel periodo di osservazione, il numero maggiore di richieste si concentra ancora nella fascia di importo compreso tra 100.001 e 150.000 euro, con il 29,5% del totale delle richieste, senza sostanziali variazioni rispetto al corrispondente periodo del 2017. Complessivamente meno di un quarto delle richieste di mutuo supera i 150.000 euro, fornendo una conferma indiretta alla perdurante debolezza dei prezzi di compravendita degli immobili residenziali.

Per quanto riguarda la distribuzione per classe di durata dei mutui richiesti, invece, si conferma la preferenza degli italiani per piani di rimborso compresi tra i 16 e i 20 anni, che arrivano a spiegare il 26,0% del totale delle richieste, in crescita di +1,8 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2017. Complessivamente, oltre il 70% delle richieste prevede un piano di rimborso superiore ai 15 anni mentre quelle con durata inferiore ai 5 anni, dove si concentrano i mutui di sostituzione, hanno un peso pari allo 0,6% del totale.

In merito all’età del richiedente, infine, la fascia d’età compresa tra i 35 e i 44 anni rimane maggioritaria, con una quota pari al 34,5% del totale, seppur in leggero calo rispetto al 2017 (-1,1 punti percentuali).