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Com’è cambiata la famiglia dal 1989 a oggi? È la domanda cui cerca di rispondere la ricerca “Modern Family” commissionata da BNP Paribas Cardif. È una famiglia più sostenibile e molto digitale

Sabrina Bergamini

Nel 2049 lo smartphone ti legge la mente! Finisce con uno scherzo (o almeno così vuole essere: gli sviluppi della tecnologia non sono certo finiti) il video che spiega l’evoluzione delle famiglie italiane dal 1989 a oggi. O meglio: il viaggio nelle famiglie di oggi, rispetto a quella di 30 anni fa, fatto nella ricerca “Modern family: dal 1989 a oggi: com’è cambiata la famiglia in 30 anni” commissionata da BNP Paribas Cardif all’istituto di ricerca Eumetra MR.

 

In sintesi: sono famiglie “diverse” rispetto al passato (con meno figli, ad esempio) ma sono felici, sono sostenibili e molto digitali (tante attività passano dalla tecnologia) ma avvertono anche parecchi rischi.

Dice BNP Paribas Cardif: «Per gli italiani la famiglia continua a essere un punto fermo e sicuro su cui si può sempre contare, nonostante negli ultimi 30 anni si sia trasformata significativamente. È sicuramente diversa rispetto al passato e sorprendentemente più felice, tradizionale da un lato ma anche moderna e aperta, attenta all’ambiente e con legami ancora forti con la famiglia d’origine. Ma è anche una famiglia che vede più rischi rispetto a 30 anni fa, più preoccupata per il lavoro, per la propria sicurezza e per la sostenibilità economica futura».

Modern Family: il quadro generale

La ricerca è stata condotta per i 30 anni di attività in Italia della compagnia assicurativa. La famiglia è cambiata nell’assetto generale – in media il nucleo familiare è di tre persone – sono crollati i matrimoni a favore della convivenza e sono aumentati i divorzi.

La famiglia però si definisce ancora tradizionale (per il 37% degli intervistati), ma anche un porto sicuro (31%), moderna e aperta (26%). Il dato più sorprendente è che oltre sette famiglie su dieci (71%) si sentono più felici e serene rispetto a 30 anni fa, grazie soprattutto alla maggiore stabilità economica.

Il capitolo lavoro dice che le donne stanno guadagnando terreno ma la strada per la parità è ancora lunga. Il 34% delle donne è casalinga. Il lavoro si trasforma e dunque il 37% dichiara di aver fatto almeno una volta smart working mentre il part time è più diffuso fra le donne, che denunciano anche (65%) di percepire un reddito inferiore. Se questo è il quadro generale, molti cambiamenti passano attraverso il ruolo della tecnologia e investono consumi e ambiente.

La tecnologia in casa

La tecnologia è certamente un componente della famiglia moderna.

«Il 95% di coloro che ne hanno accesso usa internet tutti i giorni e il 74% usa i social quotidianamente – si legge nella ricerca – Sul fronte dei device, ben sette famiglie su dieci posseggono almeno 6 dispositivi tecnologici: Smartphone (97%) e PC portatili (86%) sono presenti in quasi tutte le case ed è alta anche la presenza di Tablet (67%), Smart TV (65%) o console per videogiochi (57%). Considerando gli smartphone e i tablet, per metà degli intervistati (49%) questi vengono utilizzati (almeno per alcune attività) anche in condivisione con altri membri della famiglia, soprattutto per vedere film e serie TV (28%) o per ascoltare musica (21%)».

La tecnologia porta con sé la necessità di tutelare la privacy digitale. Anche in famiglia: non tutti infatti si scambiano password e credenziali d’accesso, anzi.

«La condivisione delle proprie password dei profili social o delle mail ad un altro membro del nucleo familiare non è una pratica adottata da tutti (gli uomini sono meno propensi rispetto alle donne). Se il 48% lo esclude a priori anche per il futuro, il 52% ha già condiviso o condividerebbe le password, soprattutto con il partner. C’è anche chi addirittura accede allo smartphone e ai social dei propri figli a loro insaputa (7%) e lo stesso discorso vale per il partner, con il 4% che accede allo smartphone e il 3% ai profili social senza l’autorizzazione del compagno».

Ambiente e sostenibilità

Nelle famiglie, più attente del passato all’ambiente, aumenta l’interesse verso la sostenibilità. E così  oltre a effettuare la raccolta differenziata (69%) e a mettere in atto quotidianamente azioni per ridurre gli sprechi (67%), le famiglie sono attente ai prodotti che rispettano l’ambiente (43%) o a km 0 (40%), questo nonostante solo poco più della metà (52%) ritiene che oggi ci sia un maggior rispetto per l’ambiente rispetto al passato.

Accanto alla sostenibilità ambientale, le famiglie prestano molta attenzione anche a quella economica, mostrandosi preoccupate. Solo un terzo, infatti, ritiene di sentirsi sereno per l’attuale situazione finanziaria e solo il 28% pensa (o spera) di migliorare il proprio stato economico nei prossimi 5/10 anni. Le conseguenze? Negli ultimi 12 mesi quasi otto famiglie su dieci hanno dovuto rinunciare, almeno una volta, a realizzare i propri bisogni o desideri: il 55% di questi, infatti, non è riuscito a risparmiare, il 54% ha dovuto rinunciare alle vacanze e il 40% ad acquistare prodotti per il proprio benessere e il tempo libero.

Come cambiano i consumi

In trent’anni cambiano anche i consumi e le abitudini di acquisto. Il 52% delle famiglie fa più attenzione alle promozioni e ai saldi, mentre piace sempre di più lo shopping online (41%).

C’è ancora una certa divisione di ruoli quando si decidono gli acquisti.

«Se per le vacanze e i viaggi la scelta avviene in modo condiviso tra i membri della famiglia (per il 71%), si nota una prevalenza femminile per gli acquisti alimentari e maschile in caso di tecnologia, finanza o assicurazioni. La casa è una delle voci di spesa più consistenti. In media spendono circa 380 euro al mese (bollette, riscaldamento, affitto, mutuo, condominio, etc.), che arrivano a 456 euro per chi vive in affitto».