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L’Antitrust ha segnalato “distorsioni concorrenziali derivanti da alcune previsioni contenute nel decreto milleproroghe”. Unione Nazionale Consumatori su Energia: Parlamento colmi il vuoto legislativo

Francesca Marras

L’Antitrust ha inviato una segnalazione a Senato, Camera e Presidenza del Consiglio dei Ministri in merito a “distorsioni concorrenziali derivanti da alcune previsioni contenute nel decreto milleproroghe”.

“In particolare – spiega l’Antitrust – l’Autorità ha ritenuto che le ulteriori proroghe della cessazione del regime di maggior tutela del prezzo del gas e dell’energia elettrica previste dal decreto Milleproroghe (art. 12, comma 3) debbano avere carattere di definitività e non possano essere oggetto di ulteriori rinvii, al fine di evitare effetti anticoncorrenziali particolarmente negativi per l’utenza”.

 

Milleproroghe, Poste Italiane

L’Autorità – prosegue – ha poi segnalato che “la disposizione di cui all’art. 9, comma 1, del decreto Milleproroghe, nell’estendere – per tutta la durata dell’affidamento del servizio postale universale – il rimborso a Poste Italiane delle agevolazioni previste per le spedizioni di prodotti editoriali, reitera e amplifica ingiustificatamente il trattamento differenziato tra Poste Italiane e gli altri operatori postali, ostacolando la piena liberalizzazione del mercato dei servizi postali”.

Concessioni autostradali

Infine, l’ulteriore proroga del termine per l’operatività dell’obbligo in capo ai concessionari, previsto dal Codice dei Contratti Pubblici, di esternalizzare i propri contratti affidati senza gara, rappresenta, secondo l’Antitrust, un ostacolo allo sviluppo di un mercato concorrenziale.

Ha ribadito, inoltre, che “la quota del 60% dei contratti dei titolari di concessioni autostradali, da affidare mediante procedure ad evidenza pubblica, dovrebbe essere aumentata alla percentuale prevista per la generalità degli altri concessionari (pari all’80%)”.

Il commento di Unione Nazionale Consumatori

“Giusto l’appello dell’Antitrust a utilizzare il differimento del termine previsto per la fine del regime di maggior tutela per governare la transizione – afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori. –

Il Parlamento deve colmare il vuoto normativo lasciato, stabilendo il destino che va riservato ai clienti che non effettueranno alcuna scelta entro il 1° gennaio 2022, ad esempio prevedendo, come suggerisce l’Antitrust, l’introduzione di aste competitive“.