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Secondo il report ARERA a dicembre 2020 hanno scelto il mercato libero elettrico oltre il 56% delle famiglie. Codacons e Unione Nazionale Consumatori chiedono un albo dei venditori per garantire ai clienti la qualità del servizio

Le famiglie che a dicembre 2020 hanno scelto il mercato libero elettrico sono oltre il 56% nella media nazionale, ma con forti differenze nel Paese: dal 70% di alcune aree del nord al 38% della provincia Sud Sardegna. È quanto emerge dal Rapporto annuale Monitoraggio Retail elaborato da ARERA.

Secondo l’Unione Nazionale Consumatori questi dati dimostrano che sia stato un bene per i consumatori rinviare al 1° gennaio 2023 la fine del mercato tutelato di luce e gas.

 

“È un numero esorbitante avere ancora il 44% circa dei clienti domestici nel mercato di tutela della luce, specie se il legislatore non ha ancora deciso che fine dovranno fare i clienti che alla scadenza non avranno ancora effettuato alcuna scelta sul venditore del mercato libero”, afferma Marco Vignolaresponsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.

Mercato libero, Consumatori: garantire un servizio di qualità ai clienti

“I dati – prosegue Vignola – dimostrano anche quanto sia importante avere al più presto un serio albo dei venditori, così che sia maggiormente garantita la capacità dei gestori di rispondere alle richieste e alle esigenze dei consumatori, di fornire un servizio di qualità ai clienti, considerata l’importanza delle utenze di luce e gas, di pagare i distributori”.

Analogo il parere del Codacons, che ha chiesto con apposita istanza ad Arera di creare un albo dei venditori in cui si operi una selezione degli operatori virtuosi.

“Da mesi oramai si sono affacciati sul mercato dell’energia operatori, anche piccoli, che bersagliano consumatori e imprese con offerte e promozioni le quali nascondono spesso trappole e una non reale convenienza rispetto al mercato tutelato – spiega il Codacons. – Una strategia commerciale aggressiva tesa ad acquisire clientela, senza però garantire reali capacità, qualità del servizio e correttezza verso consumatori e imprese”.

Il Codacons ritiene, quindi, che le caratteristiche e gli standard degli operatori debbano essere decisi da Arera, con il supporto attivo delle associazioni dei consumatori.

“Diversamente, senza le garanzie di un albo funzionante ed operativo, si renderà necessario rinviare ulteriormente la fine del mercato tutelato, al fine di tutelare i consumatori che hanno necessità di garanzie precise e non possono ritrovarsi nella giungla del mercato libero senza alcun riferimento”, conclude il Codacons.