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di Lucia Izzo

I limiti all'uso del contante cambieranno gradualmente a partire da quest'anno, in particolare dal 1° luglio. Nel dettaglio, si assisterà a una riduzione della soglia limite entro la quale la legge consente di effettuare pagamenti in contante e non incorrere nelle sanzioni previste dalla normativa antiriciclaggio.

La lotta al cash nel decreto fiscale 2020

La previsione è contenuta nel decreto fiscale collegato alla manovra di Bilancio (D.L. n. 124/2019) definitivamente convertito in legge e in vigore dal 25 dicembre 2019 (leggi: Il decreto fiscale 2020 è legge). L'intervento, che ha ovvie finalità antiriciclaggio e di rafforzamento degli strumenti contro l'evasione fiscale, si inserisce nel solco di tutta una serie di novità in materia di "cash".

 

Pagamento in contanti: il nuovo valore soglia

Il testo, modificando il d.lgs. 231/2007, nel quale sono dettati i limiti all'uso del contante e dei titoli al portatore, ridefinisce la soglia oltre la quale si applica il divieto al trasferimento di denaro contante e di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, siano esse persone fisiche o giuridiche.

Attualmente, tale valore soglia è fissato in 3.000 euro, ma, dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021 verrà ridotto a 2.000 euro. Oltre tale soglia l'uso del denaro contante sarà vietato e dunque le operazioni di pagamento andranno effettuate usando altri strumenti, ad esempio il bonifico bancario o le carte elettroniche.

Sanzioni fino a 50mila euro

Le novità non si limitano alla fissazione dei nuovi limiti, in quanto conseguenze maggiormente preoccupanti riguardano le sanzioni fissate dall'art. 63 del menzionato d.lgs. n. 231 nei confronti di chi sbaglia nell'utilizzare il "cash".

Tale norma prevede conseguenze particolarmente severe per i trasgressori che violino i limiti inerenti l'uso del contante e dei titoli al portatore. In tal caso, scatterà, infatti, una sanzione amministrativa pecuniaria da 3.000 euro a 50.000 euro.

A tale sanzione, attualmente, soggiace chi supera il limite fissato in 3.000 euro. Invece, per le violazioni commesse e contestate dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, vi incorreranno coloro che effettuano operazioni in contanti senza rispettare il nuovo limite fissato in 2.000 euro.