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In questo momento storico si sente molto parlare di economia circolare, termine usato e forse abusato. Cosa si intende di preciso? Stando alla definizione della Fondazione Ellen MacArthur “economia circolare” consisterebbe in un termine generico per definire un’economia pensata per potersi rigenerare da sola, un sistema economico pianificato finalizzato al riutilizzo dei materiali in successivi cicli produttivi, riducendo il più possibile gli sprechi.

 

Sostenibilità, sensibilizzazione, problema ambientale, lotta agli sprechi, piano dei rifiuti, sono tutti temi correlati e quanto mai attuali, oltre che necessari per la salvaguardia del pianeta. L’Italia è al primo posto nelle classifiche europee dell’indice complessivo di circolarità, ovvero il valore attribuito secondo il grado di uso efficiente delle risorse, utilizzo di materie prime seconde e innovazione nelle categorie produzione, consumo, gestione rifiuti. A evidenziarlo è il primo Rapporto nazionale sull’economia circolare in Italia 2019, realizzato dal Circular Economy Network – la rete promossa dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile e 13 aziende e associazioni di impresa – e da ENEA, e presentato lo scorso 4 marzo a Roma in occasione della Conferenza nazionale sull’Economia Circolare.

E’ proprio in quest’ottica “circolare” che nasce la stsrtup Il club dei giocattoli fondata da due giovani donne che lancia un portale di sharing di giocattoli usati. Il club dei giocattoli permetterà di riciclare i giochi usati ponendo in evidenza il fenomeno sociale della condivisione e al tempo stesso quello dei rifiuti e della lotta agli sprechi.

Spesso ci capita di acquistare un numero di giochi sproporzionato rispetto alle reali esigenze dei nostri figli, eppure non ci facciamo quasi più caso presi come siamo dalla vita che corre veloce e dalle molteplici offerte imperdibili delle piattaforme di e-commerce. Quante volte ci è capitato di dovercene disfare senza prestare attenzione alla raccolta differenziata dei rifiuti, giochi inclusi? In quanti abbiamo contribuito allo spreco e all’inquinamento dell’ambiente senza saperlo? In tanti, forse troppi, se si considera che nell’era dello sharing le possibilità di condividere, riciclare e riutilizzare beni e servizi sono svariati. Il club dei balocchi usati ne è un esempio pratico. Infatti, seppure sia per ora attiva la fase pilota che riguarderà l’area di Milano e di Monza, per poi estendersi a tutta l’area nazionale, la sturtup è in grado di assicurare due tipologie di servizi.

Una prevede un abbonamento mensile che garantisce ogni mese un kit con tre giocattoli a sorpresa selezionati in base alla compilazione di un questionario, mentre l’altra, prevede la scelta di una selezione di giocattoli alla tariffa indicata per un periodo di due settimane. Solo successivamente si potrà decidere se restituire il giocattolo oppure acquistarlo. Importante sapere che tutti i giocattoli offerti dal “club” sono controllati e includono una scheda di accompagnamento compilata da neuropsicologhe dell’età evolutiva.

Il tema della condivisione che emerge dalla sturtup e finalizzata in particolare alla tutela dell’ambiente, si può porre in essere anche in diversi modi, come a esempio regalando i giocattoli usati dai propri figli ad altri bambini purchè siano in buono stato, oppure donandoli ad associazioni di immigrati e di volontariato, comunità religiose e non religiose, asili nido, ospedali, riciclandoli e riutilizzandoli in altri modi. Alla salvaguardia ambientale si collabora anche smaltendo i giochi usati facendo attenzione ad esempio ai materiali e agli imballaggi utilizzati e a dove buttarli.

Se si tratta di giocattoli di piccole dimensioni non elettrici andranno considerati i contenitori dei rifiuti dei materiali non riciclabili, mentre nel caso di giochi po’ più ingombranti e/o elettrici la consegna si potrà effettuare gratuitamente nei centri di raccolta del comune di residenza. Se il gioco è piccolo elettrico o elettronico si tratta di un RAEE – Rifiuto di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche – e come tale andrà smaltito. Lo si potrà portare presso le isole ecologiche comunali dove ci sono speciali contenitori che permettono di avviare questi rifiuti a corretto riciclo oppure consegnare in tutti quei negozi che vendono articoli elettrici ed elettronici con due modalità: acquistando un nuovo prodotto equivalente per ogni rifiuto consegnato (1 contro 1), oppure portando il rifiuto nei grandi punti vendita della distribuzione senza alcun obbligo di acquisto (1 contro 0).

Importante sottolineare anche che il Rapporto nazionale sull’economia circolare di cui abbiamo parlato sopra, ha ritenuto necessario estendere l’economia circolare anche all’e-commerce, per il fatto che i prezzi convenienti, la facilità dell’acquisto e la consegna a domicilio stanno alimentando una forte crescita del commercio on line anche di prodotti usa e getta, di breve durata e difficilmente riciclabili, distribuiti con imballaggi voluminosi. Oltre al tema dello spreco e del corretto smaltimento dei giocattoli, è importante ricordare anche quello della sicurezza del prodotto che deve rispettare le regole europee di conformità per la tutela della salute del bambino.

di Claudia Ciriello