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Quanto dura un assegno bancario?

Gli assegni sono un titolo di pagamento ancora molto in uso tra i risparmiatori, anche se spesso gli vengono favoriti i bonifici bancari. Una recente ordinanza della Cassazione ha confermato quanto già previsto dalla legge di riferimento (art. 32 del Rd n. 1736/1933), ovvero il periodo di tempo entro il quale è possibile recarsi in banca, assegno alla mano, e caricare l’importo del titolo sul conto o ritirarlo in contanti.

 

Per quanto riguarda l’assegno bancario tradizionale esistono dei tempi di scadenza entro i quali occorre provvedere all’incasso dell’importo previsto. Il beneficiario del titolo, detto anche prenditore, ha tempo fino a otto giorni dalla data di emissione per effettuare la procedura qualora il Comune specificato sull’assegno sia il medesimo di quello della banca di riferimento del prenditore.In questo caso si dice che l’assegno è su piazza

Nel caso in cui, invece, il Comune della banca del prenditore differisca da quello in cui stato emesso l’assegno, il tempo limite sale a quindici giorni. In questo caso si parla di assegno fuori piazza.

Se tali limiti di tempo non vengono rispettati, e la relativa riscossione non avviene, il soggetto che lo ha emesso ha la facoltà di revocare l’ordine di pagamento alla banca.

Può procedere prima in tal senso nelle casistiche che prevedono l’eventuale furto e smarrimento del titolo di pagamento.

Autore: Avv. Prof. Stefano Cherti