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Sale la “febbre digitale” degli italiani. Più sono giovani più sono attivi online, ma il gap con chi è più avanti con l’età si sta riducendo mentre non ci sono differenze di genere. A incidere sulla cultura digitale è soprattutto il livello scolastico. Italiani più consapevoli delle insidie che si nascondono online, tanto da credere meno alle recensioni sul web – il 33% dichiara di non fidarsi più – che comunque rimangono importanti quando di vuole fare una spesa. Oltre sei italiani su dieci ci rinunciano se la vox populi digitale è negativa. La “febbre digitale” dei connazionali è stata misurata da Doxa.

 

Il 72,2% degli italiani over 18 è solito connettersi a Internet. Il “termometro digitale” calcolato da Doxa sulla base di cinque diverse voci (frequenza mensile di connessione a Internet; numero di device dai quali ci si collega; quantità e frequenza di canali visitati sul web; partecipazione attiva su blog e forum; iscrizione e uso dei principali social network) dice che si attesta al 68% il tasso di digitalizzazione medio della popolazione a fine 2017. Registrando un balzo del 4% rispetto ai valori 2016.

Il dato, spiega l’istituto, è forse ovvio ma ora è certificato: “Più si è giovani più si è attivi online. Il digital gap tra i 18-24enni e gli ultra 55enni è pari a 12 punti percentuali: 73% contro il 61%. Troppo? Forse no. Anzi! L’altra buona notizia che non vi è alcuna differenza tra maschi e femmine, entrambi posizionati a quota 68%. Quello che incide semmai sulla cultura digitale è il livello scolastico dei singoli. Tra chi ha frequentato la sola scuola dell’obbligo il tasso di digitalizzazione media non supera il 60%. Mentre tra i laureati si attesta al 72%. Tra Nord e Sud infine vince il Sud: 69% contro il 67%”.

Gli italiani cominciano a diffidare delle recensioni online e a non crederci più di tanto, anche se continuano a compulsare internet se si tratta di fare un acquisto importante. “L’aumento del tasso di digitalizzazione degli italiani va di pari passo con l’incremento della consapevolezza lato insidie, trabocchetti o altro presenti online – spiega Doxa –  Un esempio? Il 33% degli italiani digitali dichiara di non fidarsi più delle recensioni online perché conscio del fatto che «molte sono false». Un anno fa la percentuale degli scettici non superava 25%. Tuttavia anche tra i più attenti a eventuali «trappole» l’abitudine a dare una occhiata online è più che radicata. Tanto è vero che il 76% del totale campione prima di fare un acquisto è solito consultare Internet incrociando recensioni e commenti tra i più diversi (il 3% in più rispetto a un anno prima). E in caso di spese importanti il 66% è pronto anche a rinunciarvi se il vox populi digitale ne ha decretato l’inutilità o, peggio ancora, l’inefficienza”.

Interessante lo spaccato sui social media, specialmente per quanto accade subito dopo Facebook. Questo rappresenta sicuramente il social network più usato dagli italiani – arriva a oltre il 70% del campione – ma sono gli altri social a mettere a segno le dinamiche di cambiamento più interessanti, specialmente per la crescita di Instagram (sempre parte del gruppo Facebook), di LinkedIn e Pinterest. Instagram è quello che cresce di più e archivia il 2017 a quota 35%, contro il 21% messo a segno nel 2016, guadagnandosi così la medaglia d’argento tra i social network più amati. Twitter cresce e raggiunge il 20%, ma la sua spinta propulsiva pare stia rallentando. A tallonare la piattaforma di microblogging, spiega la Doxa, è LinkedIn che vola al 19% contro il 13% di fine 2016, seguito a sorpresa da Pinterest che balza al 16% contro il 9% di 12 mesi fa.