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I consumatori hanno ridotto le spese ai beni essenziali. E hanno iniziato a comprare online prodotti che prima acquistavano solo in negozio. Uno studio ripercorre l’impatto Covid sui consumatori. Online in crescita anche nel futuro

Sabrina Bergamini

I consumatori hanno ridotto la spesa. Si sono concentrati sui beni essenziali e hanno adottato un atteggiamento di cautela. Ma hanno anche comprato online per la prima volta beni che andavano a cercare solo nei negozi.

«Più di quattro consumatori su 10 in tutta Europa hanno dichiarato di aver acquistato per la prima volta online qualcosa che avevano acquistato in precedenza solo in negozio».

È quanto afferma l’indagine The Shape of Retail: Consumers and the new normal di Alvarez e Marsal, in partnership con Retail Economics, che ha analizzato l’impatto Covid sul comportamento dei consumatori europei sulla base di un campione di 6 mila consumatori di Italia, Germania, Gran Bretagna, Francia, Spagna e Svizzera.

 

Impatto Covid sui consumatori, i profili di comportamento

«L’impatto di COVID-19 ha devastato la fiducia dei consumatori in tutta Europa – si legge nel report – I timori per la salute, le finanze personali e la sicurezza del lavoro hanno minato la propensione delle famiglie a spendere. In Gran Bretagna, Germania, Spagna, Italia, Francia e Svizzera, i consumatori hanno ridotto la spesa per beni non essenziali mentre i cambiamenti nel comportamento sono guidati dai vari gradi delle politiche di lockdown».

Con la pandemia e il lockdown, e l’impatto che hanno avuto sulle abitudini di spesa, emergono quattro profili di comportamento fra i consumatori.

Il primo è improntato alla cautela: significa ridurre le spese e attendere tempi “normali” e migliori. Il secondo profilo è quello degli “imperterriti” fra cui l’impatto del virus non ha inciso sui livelli di spesa. Ci sono poi gli “ibernatori”: hanno ridotto tutti gli acquisti non essenziali. E ci sono, ultimo profilo, i consumatori spinti dalla fiducia che hanno invece aumentato i livelli di spesa.

Cautela per quattro consumatori su dieci

Come si sono ripartiti? Alla cautela sono improntati oltre 4 consumatori su dieci (41%) mentre il 33% ha seguito gli stessi livelli di spesa pre-Covid; ad aver bloccato tutti gli acquisti non essenziali sono stati il 21% mentre solo il 6% ha aumentato la spesa, probabilmente per acquisti proposti con forti sconti.

«L’istinto prevalente del consumatore è quello di contenere alcune spese per acquisti non essenziali e adottare una visione più cauta delle finanze personali», si legge nel report. Questo 41% di consumatori ha adottato una politica di cautela e si è concentrato sugli acquisti essenziali. Un consumatore su cinque ha invece ridotto consapevolmente la spesa per tutti i beni non essenziali.

Le tendenze: concentrarsi sull’essenziale

La prima tendenza che emerge nei comportamenti dei consumatori è quella di concentrarsi sull’acquisto di beni essenziali. Durante l’epidemia il 61% dei consumatori ha dato priorità alle spese essenziali, a cibo e salute, evitando altri acquisti, come abbigliamento e articoli per la casa. Questa percentuale sale in Italia (76%), Francia (75%) e Spagna (75%). Gli articoli che più si sono salvati sono stati quelli che potevano aiutare a passare il tempo in casa: libri e riviste, giochi e giocattoli.

Le tendenze: shopping online

Una seconda tendenza che emerge dal report è sicuramente l’accelerazione dello spostamento dei consumatori verso lo shopping online. «Più di quattro consumatori su 10 in tutta Europa hanno dichiarato di aver acquistato per la prima volta qualcosa online che avevano acquistato in precedenza solo in negozio».

Questa percentuale sale al 55% per i consumatori in Italia e Spagna e riflette l’elevata preoccupazione sull’impatto del virus e l’esistenza di un mercato online relativamente “immaturo” rispetto agli altri paesi europei.

La “prima volta” online risente anche delle differenze di età. In Italia risponde di aver comprato online per la prima volta beni che prima acquistava solo in negozio il 70% dei giovanissimi (16-24 anni), il 68% nella fascia di età 25-34 e il 63% fra i 35-44enni. La fascia di età degli over 65 è quella meno coinvolta online ma è pur vero che il 40% dice di aver spostato la spesa online.

La terza tendenza è il riadattamento delle aspettative. Nel ritorno in negozio la priorità dei consumatori è la sicurezza, la percezione di un ambiente di acquisto sicuro. E questo pone nuove sfide ai venditori che dovranno tenerne conto.

E per il futuro?

Un terzo dei consumatori ha poi suggerito che il modo in cui effettueranno gli acquisti cambierà probabilmente in modo permanente. I consumatori si sposteranno sull’online. Di questo sono certi.

In tutti i paesi i consumatori hanno mostrato l’ulteriore intenzione di aumentare la frequenza degli acquisti online e il valore medio delle transazioni, in particolare per i prodotti non alimentari online. Il maggiore spostamento si prevede in Italia, Spagna, Francia e Regno Unito. Italia e Spagna hanno tassi di penetrazione online significativamente più bassi che probabilmente garantiranno tassi di crescita più aggressivi in ​​futuro.

L’indagine prevede dunque un aumento delle vendite online di 13,6 miliardi di euro nel 2020 in Europa. In Italia l’incremento sarà di 1,5 miliardi e così anche in Spagna, in Gran Bretagna di 5 miliardi e in Francia di 3 miliardi, in Germania di 2,3 miliardi.