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Si tratta di uno strumento in più per la tutela dei prodotti made in Italy, le indicazioni geografiche, i consumatori dagli illeciti agroalimentari

Elena Leoparco

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della giustizia Alfonso Bonafede e di Teresa Bellanova, Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, ha approvato nuove norme in materia di illeciti agroalimentari.

Il testo, che dovrà affrontare l’iter parlamentare, interviene sul codice penale e sulla legislazione speciale del settore agroalimentare con riguardo alla tutela della salute pubblica, alla sicurezza degli alimenti e in materia di frodi nel commercio di prodotti alimentari.

 

Si tratta di uno strumento in più per la tutela dei prodotti made in Italy, le indicazioni geografiche, i consumatori. E soprattutto per il riconoscimento del valore prioritario della identità dei cibi, uno degli elementi fondativi alla base della Dieta Mediterranea patrimonio dell’umanità.

Intervento necessario

“Il falso made in Italy”, ricorda la Ministra Bellanova, “costa al nostro Paese 100 miliardi di euro l’anno, contro i circa 42 di export dei prodotti autentici. Un vero e proprio furto di identità che danneggia i nostri produttori, mina la salute dei consumatori, ingannandoli, rischia di incrinare la reputazione del Paese”.

Con questo testo che prende le mosse da una proposta della Commissione Caselli, si garantisce l’effettiva tutela dei prodotti alimentari, si rielabora il sistema delle sanzioni, si amplia la sfera delle tutele.

La Ministra Bellanova sottolinea la necessita di rafforzare ulteriormente il sistema di controlli che già oggi ci pone fra i migliori al mondo per poter tutelare di più e meglio le nostre indicazioni geografiche e i nostri marchi e sconfiggere la concorrenza sleale che avvelena le filiere e produce distorsioni inaccettabili di mercato. Per questo un grazie a Giancarlo Caselli e a tutti i componenti dell’Osservatorio Agromafie che con il loro lavoro hanno contribuito in modo determinante alla definizione delle nuove norme.

FederBio condivide gli obiettivi del DDL, in particolare la riorganizzazione della classificazione dei reati e delle relative sanzioni basate su un sistema di intervento a tutele crescenti.

“L’approvazione del DDL da parte del Consiglio dei Ministri è un segnale importante circa la volontà di tutelare l’intero settore agroalimentare italiano. Il biologico, che negli ultimi otto anni ha fatto registrare una crescita del 76% delle superfici coltivate e del 66% delle aziende, rappresenta un comparto sempre più centrale dell’agroalimentare. Ben venga dunque un DDL che rafforzi il sistema di protezione verso gli illeciti grazie a norme e sanzioni più rigorose”, ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio.

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