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La tecnologia fa parte della vita quotidiana dei giovani. Lo smartphone serve per fare shopping e controllare l’attività scolastica. I pagamenti digitali sono diffusi. Indagine BVA-Doxa per Visa e Feduf

8 Novembre 2019 Sabrina Bergamini

Fare shopping online. Trovare percorsi e destinazioni. Prenotare le vacanze. Giocare. Pagare. Tutto l’arco delle attività quotidiane passa attraverso la tecnologia, il digitale e lo smartphone per i giovani, per i quali il digital non riguarda solo il tempo libero ma si esprime appunto nelle attività di tutti i giorni. Pagamenti compresi.

 

Una indagine svolta da BVA-Doxa per Visa, in collaborazione con la Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio costituita dall’ABI (la Feduf) evidenzia la diffusione del digitale e della tecnologia fra i giovani. La ricerca è stata fatta su un campione di 500 ragazzi dai 18 ai 25 anni.

Il quadro generale? Circa metà del campione usa sempre app/siti per prenotare ristoranti e locali o per ordinare cibo che viene consegnato a casa e altrettanti utilizzano “sempre-spesso” lo smartphone nelle attività fisiche/sportive. L’84% usa “sempre-spesso” smartphone e pc come navigatore per cercare percorsi e destinazioni. App e siti servono per gestire il registro elettronico di scuola e università. Ancora: per il 42% dei giovani, il digitale permea tutti gli ambiti della vita.

Digitale e vita quotidiana

«Lo smartphone entra in modo deciso anche nella mobilità: il 37% utilizza app per sharing di mezzi di trasporto (auto, bici, scooter) e il 42% paga i mezzi pubblici con lo smartphone, il 22% paga la sosta per l’auto con le app. L’uso dello smartphone – prosegue la ricerca – è diffuso anche per la prenotazione delle vacanze: il 60% del campione lo usa per prenotare aerei, case o alberghi online».

Aumenta inoltre la diffusione degli assistenti vocali. E l’intrattenimento è in primo piano: sei giovani  su dieci dicono di giocare “sempre-spesso” con lo smartphone, l’87% guarda video brevi dai social e ascolta musica, il 66% guarda film e serie tv.

Denaro contante e pagamenti elettronici

L’indagine ha cercato di analizzare anche la percezione del valore del denaro contante ed elettronico nella generazione dei nativi digitali. Il digitale ha un ruolo fondamentale nell’ambito dei pagamenti, dallo shopping online all’uso delle app della banca, fino ai pagamenti fatti direttamente via smartphone e  in modalità contactless.

«Se poco meno della metà possiede un conto corrente personale (47%), l’88% usa le carte per i suoi pagamenti. Tra le carte, la più utilizzata dal campione è la prepagata 60%, seguita dalla carta di debito 46% e quindi dalla carta di credito 33%».

Le carte hanno per il 76% la modalità contactless e solo il 10% dei giovani non le usa perché non si fida.

I nativi digitali usano in realtà tutte le forme di pagamento cui possono ricorrere, non disdegnano il contante soprattutto per le piccole spese, alternano liquidi e carte nel resto dello shopping.

Secondo la ricerca, infatti, nel complesso dei pagamenti che i giovani fanno, il 39% è gestito in contanti, il restante 60% passa attraverso forme dematerializzate di denaro, tra cui carte (32%), app di pagamenti (12%). I contanti vengono preferiti per la maggior parte dei pagamenti sotto i 15 euro (75%), per gli scambi di denaro con gli amici (56%) e per le spese al bar/fast food (75%). Per i pagamenti degli acquisti nei punti vendita così come nei locali, ristoranti e pizzerie e per la spesa alimentare contanti e carte di credito, bancomat e prepagate si alternano in ugual misura.

Naturalmente piace lo shopping online, per la comodità della consegna a casa e per la convenienza dei prezzi, e nell’e-commerce il 41% usa le carte prepagate.

La ricerca traccia poi una mappa degli strumenti di pagamento e dell’immagine correlata a contanti e digitale. E scopre che il denaro contante è fonte di “sicurezza” (35%), “piace” da usare (34%) e dà la percezione di controllare meglio i pagamenti. Le carte, invece, “fanno sentire adulti” e “danno l’idea di poter comprare più cose”. Sono inoltre apprezzate perché comode e perché evitando di dover andare a prelevare denaro.