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Le temperature medie sono miti e l’industria frena: il risultato è un calo dei consumi di gas in ottobre in tutti i settori di domanda. Lo rileva il quotidiano delle fonti di energia Staffetta Quotidiana, secondo le cui elaborazioni nel mese appena concluso l’Italia ha consumato 4.978,5 mln di mc (metricubi) di gas, circa 230 mln mc o il 4,2% in meno di ottobre 2017 e il 10,9% in meno di ottobre 2016.

Analizzando la domanda per settore di consumo, la contrazione è da imputare per oltre 100 mln mc al settore civile, che si ferma a 1.515,3 mln mc per via delle temperature medie anche più elevate che nel già mite ottobre 2017 (-7,4% sul 2017 e -23,2% sul 2016). Altri 60 mln mc in meno vengono dal termoelettrico, che grazie a un import in media più elevato dell’anno passato per la maggiore disponibilità del nucleare francese e a un maggior apporto delle rinnovabili, flette di un 2,8% sul 2017 restando comunque sopra i 2 mld mc (2.059,6 mln mc, -7,6% su ottobre 2016, quando il nucleare francese visse una crisi di una certa importanza). Da segnalare poi il -5,4% dell’industria a 1.193 mln mc a parità di giorni lavorativi (-0,4% sul 2016). Se si ripercorre la serie storica, in un confronto tra i mesi di ottobre degli ultimi sedici anni attraverso i numeri indice (ottobre 2003=100), i consumi del mese appena concluso (79,9), sono i quarti più bassi della serie dopo 2014 (73,2), 2015 e 2013 (77,1) e 2012 (79). Passando all’offerta, alla diminuzione dei consumi ha fatto riscontro con l’avvio del nuovo anno termico una contrazione ancora più accentuata dell’import (-9% sul 2016), in particolare per effetto di una brusca frenata del gas russo. In aumento le altre fonti (Nord Europa +9,5%, Libia +11,6% e terminali Gnl di Livorno e Panigaglia in movimento diversamente dall’anno scorso) con l’eccezione del Terminal Adriatic di Rovigo (-6,1%).