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Secondo l’Osservatorio sulle Frodi Creditizie realizzato da CRIF-MisterCredit, il danno stimato supera i 150 milioni di euro. Colpiti soprattutto gli uomini under 30

Francesca Marras

Il fenomeno delle frodi creditizie tramite furto di identità è sempre diffuso e in crescita. L’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio sulle Frodi Creditizie e i furti di identità realizzato da CRIF-MisterCredit evidenzia che nel 2019 in Italia i casi rilevati siano stati oltre 32.300, per un danno stimato che supera i 150 milioni di euro.

Un trend in crescita del +19,7% rispetto all’anno precedente ma che ha registrato allo stesso tempo una riduzione dell’importo medio (-5,9%), attestatosi a circa 4.650 Euro.

Le elaborazioni relative ai primi 4 mesi del 2020 mostrano un ulteriore incremento nei primi 2 mesi dell’anno (+5%), prima che il lockdown attenuasse la dinamica nel successivo bimestre (-12,8%) a seguito della riduzione degli spostamenti delle persone e la temporanea chiusura della quasi totalità degli esercizi commerciali.

 

“Quello delle frodi creditizie perpetrate attraverso un furto di identità è un fenomeno in continua evoluzione, con le organizzazioni criminali che si avvalgono di tecniche sempre più sofisticate. Questo determina anche un costante incremento del numero dei casi, cresciuti in modo significativo anche nel 2019 e nei primi mesi del 2020 – commenta Beatrice Rubini, Direttore della linea Mister Credit di CRIF.

Frodi creditizie, quali sono le categorie di beni più colpite?

Secondo l’indagine di CRIF, tra le forme tecniche di credito in cui si registra il maggior numero di eventi fraudolenti spiccano i prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi (quali auto, moto, articoli di arredamento, elettronica ed elettrodomestici, energie rinnovabili, ecc), che rappresentano la metà del totale e presentano un importo del ticket medio pari a 5.500 Euro.

Al secondo posto per numerosità, con il 30,7% del totale dei casi, le frodi sulle carte di credito mostrano una crescita consistente. E si prevede, inoltre, che la dinamica in atto relativamente agli acquisti effettuati con le carte sia destinata ad accentuarsi ulteriormente, a seguito dei cambiamenti nei comportamenti di acquisto degli italiani e dello sviluppo dell’eCommerce indotti dalla pandemia. Aumentano, inoltre, anche i casi rilevati sui prestiti personali, che vedono crescere del +88% il valore economico delle perdite stimate.

L’indagine rileva, inoltre, che quasi un terzo dei casi ha per oggetto elettrodomestici, ma una quota significativa riguarda anche i comparti auto-moto (11,8% del totale), elettronica, informatica e telefonia (8,6%) e arredamento (8,4%). E crescono i casi che hanno come oggetto di frode consumi (6,9% del totale ma +57,8% rispetto alla precedente rilevazione), spese professionali, trattamenti estetici/medici e prodotti assicurativi.

Per quanto riguarda l’importo dei finanziamenti ottenuti in modo fraudolento, se la media complessiva risulta pari a circa 4.650 Euro, nel 21,3% dei casi il valore risulta compreso tra 1.550 e 3.000 Euro, mentre nel 20,3% è inferiore ai 1.500%. Nel 18,1% dei casi, però, supera i 10.000 Euro.

Il profilo dei consumatori vittime di frodi creditizie

Dall’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio CRIF – Mister Credit emerge che la maggioranza delle vittime sono uomini (61,2% dei casi). Relativamente alla distribuzione per fascia di età, quella in cui si si rileva il maggior numero di casi è quella degli under 30 anni, con il 23,8% del totale. Seguono la classe compresa tra i 41 e 50 anni, con il 23%, e quella tra 31 e 40 anni, con il 21,2%.

Per quanto riguarda la regione di residenza, la ripartizione dei casi mostra una maggiore incidenza del fenomeno in Campania (che con quasi 5.000 casi vanta un peso del 14,5% sul totale), Lombardia (12,6%), Sicilia (11,5%) e Lazio (10,8%). L’incremento più consistente, però, si registra in Molise (+59,8%), in Umbria (+25,9%), Basilicata (+16,0%) e Sicilia (+13,1%).

“Spesso la vulnerabilità alle frodi è accresciuta da comportamenti a rischio delle vittime, ad esempio con la disinvolta pubblicazione sul web e sui social di dati anagrafici e identificativi o informazioni personali che possono essere utilizzate dalle organizzazioni criminali per ricostruire false identità – spiega Beatrice Rubini. – Per questo è indispensabile che i consumatori pongano la massima attenzione per proteggere adeguatamente la propria identità digitale, attivino un sms di allerta per controllare le transazioni con la carta di credito e sistemi che avvisano tempestivamente nel caso i dati personali vengono utilizzati per chiedere un finanziamento o se stanno indebitamente circolando sul web”

Come vengono perpetrate e quando vengono scoperte?

Analizzando gli alert sui documenti identificativi segnalati sui servizi di prevenzione frodi gestiti da CRIF con anche tramite le banche dati SCIPAFI, emerge che nell’81,7% dei casi i frodatori hanno utilizzato una carta di identità falsa o contraffatta, nel 16,1% dei casi una patente, nell’1,8% un passaporto e nello 0,3% un permesso di soggiorno.

Per quanto riguarda i tempi di scoperta delle frodi, infine, sono caratterizzati principalmente da due macro categorie: se da un lato il 53,1% dei casi viene scoperto entro 6 mesi, dall’altro lato continuano ad emergere frodi commesse anche 3, 4 e addirittura 5 anni prima. Queste ultime, in particolare, rappresentano il 14,1% del totale e risultano in costante crescita.