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La maggior parte degli universitari ha poca confidenza con le tematiche finanziarie. È quanto emerge dall’Osservatorio sull’Educazione finanziaria, realizzato da Skuola.net in collaborazione con UniCredit, su 2.500 studenti universitari under30

Francesca Marras

La maggior parte degli universitari dichiara di avere poca confidenza con le tematiche finanziarie. In media, la metà di loro padroneggia le nozioni più elementari su risparmio, interessi, potere d’acquisto della moneta e 1 su 2 racconta di aver subito almeno una volta una truffa online o un furto d’identità. È quanto emerge dall’Osservatorio sull’Educazione finanziaria, realizzato da Skuola.net in collaborazione con UniCredit, con il supporto di EbiCo, spin-off accademico dell’Università di Firenze.

 

L’indagine è stata realizzata intervistando 2.500 giovani under30 che attualmente frequentano l’università.

Educazione finanziaria, i giovani sanno riconoscere le truffe online?

Secondo i dati emersi dal sondaggio, il 38% è in grado di riconoscere al volo le frodi più diffuse e un altro 54% dichiara di conoscerle solo in parte; mentre quasi 1 su 10 dice di essere a digiuno sul tema. Poche le conoscenze sulle modalità di truffa online: circa 6 su 10, ad esempio, non sanno che il ‘phishing’ si realizzi attraverso messaggi di posta elettronica. Inoltre, meno di 4 su 10 sanno che il ‘vishing‘ è una truffa che utilizza una chiamata telefonica per colpire oppure che lo ‘smishing‘ sfrutta gli SMS.

Secondo l’indagine manca l’allenamento

Le interviste hanno evidenziato anche un altro dato, ossia che gli studenti universitari tendono a delegare la gestione delle questioni finanziarie ai propri genitori. Il 40% ha un conto (bancario o postale) personale, a cui va aggiunto un 17% che utilizza esclusivamente strumenti meno impegnativi (libretti, wallet digitali, carte prepagate). Inoltre, tra i possessori di un conto corrente, circa la metà (47%) ha scelto la stessa banca dei propri genitori.

Emerge, quindi, la necessità per i giovani di avere un punto di riferimento più strutturato in caso di problemi. Questa è, secondo l’indagine, la motivazione chiave che porta all’apertura del conto tradizionale o misto per oltre 6 su 10 (il 36% vuole avere sempre un referente ‘in carne e ossa’ a cui rivolgersi, il 12% lo fa per una questione di sicurezza, il 9% per evitare di operare solo online, il 3% per rimediare a eventuali errori).

Educazione finanziaria e risparmio

In tema risparmio, dalle interviste è emerso che circa 4 studenti su 10 non riescono a risparmiare molto delle entrate mensili (1 su 5 tende a spendere più di quello che potrebbe). Ma quasi tutti, 3 su 4, tra coloro che riescono a mettere da parte un minimo ogni mese, lo fa per finanziare un progetto personale. Alle pensioni integrative ci pensa, invece, il 34%, alle assicurazioni personali il 38% del campione.