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Organizzare l’economia domestica in questi tempi difficili e incerti può rivelarsi una sfida complicata.  Secondo un sondaggio di Qlik, quasi la metà degli intervistati (49%) è preoccupato per il futuro e preferisce mantenere alta l’attenzione sulle uscite

Francesca Marras

Organizzare l’economia domestica in questi tempi difficili e incerti può rivelarsi una sfida complicata. Come la stanno affrontando i consumatori in Italia? Calcolano ogni minima spesa? Usano strumenti per tenere traccia delle spese? Pensano che sia importante essere informati per prendere le giuste decisioni? Qlik ha provato a rispondere a queste domande attraverso un sondaggio condotto tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021.

Secondo la ricerca, dallo scoppio dell’emergenza a oggi, 7 persone su 10 (71% del campione) hanno potuto constatare, a diversi livelli, le conseguenze della crisi economica dettata dalla pandemia.

 

Il 44% degli intervistati si è visto ridurre, per un periodo più o meno breve, l’orario di lavoro e di conseguenza lo stipendio (nonostante gli ammortizzatori sociali), mentre il 17% ha dovuto fare i conti con un’attività temporaneamente sospesa a causa del lockdown.

Inoltre, un ulteriore 10%, considerando stagionali e contratti a termine, ha perso il proprio lavoro. Più fortunato il restante 29% che non ha riscontrato conseguenze dirette sulla propria occupazione e le relative entrate.

Economia domestica, le preoccupazioni per il futuro

In questo scenario di incertezza, quasi la metà degli intervistati (49%), pur non riscontrando per il momento un forte impatto sulla propria economia domestica, è preoccupato per il futuro e preferisce mantenere alta l’attenzione sulle uscite.

A questi si aggiunge il 27% delle famiglie costretto a ridurre le spese extra e, in alcuni casi, persino a tagliare i costi sui beni primari. Anche in questo caso c’è però una minoranza, il 16%, che non riscontra cambiamenti, mentre il restante 8% del campione dichiara di risparmiare di più, per effetto delle restrizioni finalizzate al distanziamento sociale.

Ma quali sono le spese a cui, effettivamente, i consumatori italiani stanno rinunciando? Ovviamente viaggi e vacanze (tagliati dal 65% degli intervistati), ma anche shopping (47%), ristoranti, salvati solo in parte dall’asporto (42%), e persino la spesa al supermercato (dove il 26% presta più attenzione di prima a offerte e sconti). Tra le spese che nessuno è intenzionato a ridurre, spiccano invece l’assistenza sanitaria (72%) e i beni per i figli (55%).

Cresce, dunque, la preoccupazione per quello che ci riserverà il futuro. In particolare, il 24% cerca di fare previsioni sui costi che dovrà affrontare nei prossimi mesi, mentre il 22% annota ogni spesa che fa (nella metà dei casi aiutandosi con il supporto di un’App dedicata).

Tuttavia, il 65% del campione ritiene di non avere pienamente controllo della propria economia domestica, anche se il 24% ha iniziato a prestarvi maggiore attenzione durante la pandemia. Solo l’11%, invece, è convinto di avere sempre totale consapevolezza delle proprie entrate e uscite.

Controllare il bilancio familiare

Secondo il sondaggio, sono in tanti a pensare che sia importante essere sempre informati sul proprio bilancio familiare, al fine di prendere le giuste decisioni per l’economia domestica. Infatti il 57% del campione ritiene che, soprattutto in questo periodo, sia assurdo fare delle scelte senza considerare dati concreti.

Anche se poi, nella pratica, solo il 19% degli intervistati riesce a pianificare realmente le proprie uscite, mentre il 24% non elabora analisi concrete perché preferisce affidarsi a intuito e sensazioni, oppure non ci pensa proprio.