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“Vuoi vivere con me?”. Questa è una domanda che, a conti fatti, si fa prima a farla che ha metterla in pratica. Già, perché quando una coppia decide di dividere lo stesso tetto bisogna anche armarsi di calcolatrice e valutare con attenzione a quanto ammontano le spese che questo grande passo comporta. Perciò, bando al romanticismo e mano al portafoglio perché per affittare un bilocale ammobiliato possono servire fino a 4.700 euro, tra caparra, costi di agenzia, mensilità di anticipo. Prendiamo come esempio un bilocale con un canone di locazione da 600 euro al mese e tiriamo le somme.

 

La caparra sarà pari a 1.800 euro (tre mensilità), mentre per la consulenza dell’agente immobiliare andrà corrisposto in media il 10% del canone annuo, in questo caso poco più di 700 euro. Nella maggior parte dei casi viene inoltre richiesto il primo mese di affitto anticipato, altro costo che si somma a quelli da sostenere nell’immediato.

Se la cedolare secca, ormai ampiamente utilizzata dai locatori, ha permesso di azzerare i costi di registrazione dei contratti, le volture di luce e gas rappresentano un’altra voce di spesa: mediamente si richiedono circa 100 euro per il cambio dell’intestazione sulle bollette. Nel conteggio, infine, sono state inserite altre due possibili voci, quelle relative al trasloco con una ditta specializzata e quella legata all’acquisto di biancheria e oggetti per la casa, complessivamente stimate a 1.500 euro.

E questo è il quadro medio per l’Italia, ma le coppie che si trovano a cercare casa nelle grandi città devono tenere in considerazione cifre ben più alte. Qui per la locazione, secondo l’analisi condotta da Immobiliare.it, la liquidità necessaria all’inizio è di poco più di 7.000 euro.

Ciò che fa lievitare le spese di chi vive nelle grandi città è senz’altro il canone di locazione maggiorato: considerando un affitto medio da 1.000 euro al mese, tra caparra, agenzia immobiliare e primo mese anticipato le coppie devono mettere in conto una liquidità iniziale che supera i 5.000 euro. A questa si sommano le spese per volture, trasloco e primi acquisti, che fanno arrivare la somma necessaria a 6.800 euro.

Chi, oltre che per la convivenza, si sente pronto anche per il grande passo di un acquisto immobiliare deve avere a disposizione una liquidità ben più elevata. Considerando un immobile da 65 metri quadri e dal valore di 125.000 euro, la spesa maggiore è legata all’anticipo da corrispondere al rogito e alla liquidità necessaria all’accensione di un mutuo, mediamente pari al 30% del prezzo totale della casa (37.000 euro).

A questo si somma la provvigione da corrispondere per la consulenza di un’agenzia immobiliare che, in questo caso, è pari a 3.700 euro (3% del valore). Si aggiunge la spesa per il notaio, pari mediamente a 2.000 euro, e quella per la perizia e le spese di istruttoria per aprire le pratiche di mutuo, corrispondenti a una media di 900 euro.

Se a questo si aggiunge il costo del trasloco, quello per l’acquisto di mobili e arredamento, piccoli lavori di ristrutturazione e le volture, la cifra di cui le coppie devono disporre nell’immediato supera i 64.000 euro.

Anche in questo caso chi decide di vivere nelle grandi città deve avere a disposizione una liquidità più alta: un bilocale costa mediamente 200.000 euro e questo fa schizzare i costi iniziali legati al valore dell’immobile a oltre 70.000 euro. Con l’aggiunta delle spese legate alla burocrazia e all’acquisto dei mobili, la somma supera i 90.000 euro.

“Secondo l’ultimo rapporto Istat, oltre il 90% dei giovani italiani dispone di una dote familiare bassa o media ed è difficile che da soli arrivino a coprire queste cifre per iniziare una convivenza”, riflette Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.it, “Questa, insieme alla volontà di non legarsi a un unico posto e preferire la mobilità dell’affitto, è sicuramente una delle cause che porta sempre più giovani a optare per la locazione, riducendo così i costi iniziali per entrare in un appartamento e il peso sulle famiglie”.