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L' UNIONE fa la forza se dai forza all'UNIONE.

 

di Gabriella Lax

L'Iva ferma al 4% non vale per i disabili se decidono di acquistare veicoli elettrici. Una vera e propria beffa a cui ha cercato di porre rimedio un emendamento al decreto Crescita proposto dal Movimento 5 Stelle.

No agevolazioni Iva per veicoli elettrici disabili

 

L'accoppiata vincente che vede da un lato la categoria di utenti svantaggiati, i disabili e, dall'altro i mezzi più ecologici (tanto che da marzo beneficiano dell'ecobonus) di fatto non funziona. Perché nell'attuale normativa fiscale per i disabili gli unici veicoli esclusi dal beneficio dell'Iva ridotta al 4%, sono proprio quelli elettrici. La causa della restrizione va letta in una normativa ormai retro: ossia l'articolo 8 della legge 449/1997 che prevede di diritto l'Iva ridotta al 4% per i disabili solo in caso di acquisto di mezzi con motore tradizionale dunque a benzina oppure a gasolio.

L'emendamento al decreto crescita

Da qui l'emendamento al decreto Crescita (Dl 34/2019, atto Camera 1807), il 13.011, presentato dai deputati pentastellati Donno, Faro e Trano.

Un emendamento che, al momento, però è stato messo da parte. La proposta aveva previsto uno sconto compensativo pari al 18% dell'Iva, sotto forma di buono erogato dall'Inps nel caso di presentazione di «idonea documentazione» dimostrativa dell'acquisto di una motocarrozzetta, un'autovettura o di un motoveicolo o autoveicolo per trasporti specifici o promiscui. I possibili beneficiari sarebbero stati pochi: i buoni sarebbero stati finanziati da un fondo di 2 milioni di euro annui, tolti dalle risorse destinate al reddito di cittadinanza. L'Inps avrebbe dovuto monitorare l'andamento della spesa e bloccare l'erogazione poco prima dell'esaurimento dei fondi.