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Secondo un sondaggio Coldiretti, gli italiani spenderanno circa 541 euro a famiglia. Una parte del budget sarà investito online, complici Black Friday e Cyber Monday

Elena Leoparco

Natale sta arrivando e in tanti già pensano al menu delle feste. Quest’anno si stima che gran parte della spesa per Natale sarà effettuata online, compresa quella per il cibo. Lo afferma Coldiretti che ha pubblicato le prime stime per le prossime festività.

La spesa di Natale degli italiani per feste di fine anno (on e off line) è valutata complessivamente  pari a 541 euro a famiglia su valori superiori del 19% a quanto si spende in media in Europa, dove gli inglesi sono al vertice della classifica con una spesa di 639 euro a famiglia.

 

L’incidenza dell’on line per Natale in Italia è pari a 178 euro a famiglia, inferiore a quella di Paesi come la Germania e la Gran Bretagna ma superiore a quella di Spagna, Grecia e Portogallo.

Perché si fa la spesa in rete?

Le motivazioni per la spesa in rete sono la possibilità di avere la consegna a domicilio, una più ampia possibilità di scelta, l’opportunità di fare confronti e i prezzi convenienti mentre le perplessità riguardano soprattutto la sicurezza dell’acquisto, la consegna di un prodotto integro e i rischi per la mancata corrispondenza del prodotto sul video rispetto a quello consegnato.

L’accresciuta attenzione per il Cyber Monday anche in Italia è giustificata dalla tendenza ad acquistare i regali di Natale in anticipo per avvantaggiarsi dei prezzi più convenienti proposti da molti esercizi sotto forma di offerte speciali o per non dovere affrontare le lunghe file che caratterizzano il momento clou dello shopping delle festività.

Cyber vs mercati reali

Resistono però i tradizionali luoghi di consumo ma un successo viene rilevato per i mercatini che per le festività si moltiplicano nelle città e nei luoghi di villeggiatura e che garantiscono spesso la possibilità di trovare regali ad “originalità garantita” al giusto prezzo. 

Per il cibo si registra in realtà una polarizzazione nei comportamenti di acquisto con la ricerca di prodotti del territorio da acquistare direttamente dal produttore. Una scelta – conclude la Coldiretti – sostenuta dalla preferenza accordata all’acquisto di prodotti Made in Italy anche per aiutare l’economia nazionale e garantire maggiori opportunità di lavoro a sostegno della ripresa.