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Cosa sbaglia PoltroneSofà? Beh, a giudicare dal successo che ha avuto il mio video di denuncia (vedi sotto) sulle promozioni infinite dell’azienda, sembrerebbe che la strategia di annunciare ogni settimana una (nuova) promozione che scade rigorosamente domenica abbia prodotto l’effetto non solo di innervosire il pubblico, ma abbia anche spinto molti consumatori a dubitare della qualità stessa dei divani con tanta enfasi pubblicizzati.

 

Un effetto perverso che gli strateghi del marketing forse non avevano previsto: va bene il tormentone, ma tutto questo baccano ha prodotto il richiamo dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che, proprio in questi giorni, ha costretto l’azienda a modificare i messaggi pubblicitari, rendendoli rispettosi della normativa vigente. Insomma il continuo bombardamento pubblicitario (“Affrettati, la promozione termina domenica”) si traduce nel trasmettere una indebita pressione al consumatore, determinando di fatto una forma di inganno sulle reali caratteristiche delle offerte commerciali.

E’ la stessa Autorità Antitrust a confermare il “ravvedimento” di PoltroneSofà ricordando che “il professionista è intervenuto modificando le proprie comunicazioni promozionali che risultano allo stato adeguatamente circostanziate con riferimento all’oggetto della promozione, allo sconto praticato, nonché alla durata delle promozioni che indicano chiaramente la data di scadenza delle stesse”.

E non è tutto. Secondo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, infatti, Poltronesofà avrebbe“ha ridotto l’enfasi della promozione sul prezzo attraverso la diffusione di spot e messaggi istituzionali volti a valorizzare il brand. Con riferimento infine alla presunta scorrettezza del claim “PoltroneSofà: gli artigiani della qualità”, il professionista ha comunicato di aver modificato tale claim nel seguente “PoltroneSofà: autentica qualità”.

Insomma speriamo proprio che l’azienda (che è uno dei maggiori investitori pubblicitari in Italia) abbia intrapreso la retta via! Del resto possiamo dire che le sue campagne pubblicitarie hanno “fatto storia” fin da quando, qualche anno fa, il brand aveva scelto di farsi raccontare da Sabrina Ferilli. Se all’epoca ci trovavamo davanti al classico spot pubblicitario dove il testimonial rischia di essere ingombrante, è anche vero che il “beato chi se lo fa il sofà” era già stato martellante! Tuttavia, raccontano gli esperti di marketing, al tempo, le scadenze delle offerte non erano così evidenti: scritte troppo in piccolo vicino al prezzo e non citate ne dalla Ferilli né dalla voce fuori campo.

Con il passare del tempo all’ammiccante Ferilli si sostituiscono gli “artigiani della qualità” mentre scatta il ritornello delle continue offerte (“doppi saldi”, “fuori tutto”,termina domenica”, etc etc) che porta alla condanna di PoltroneSofà del 2014: l’Antitrust commina all’azienda una multa di 500.000 Euro per pubblicità ingannevole.

Ma soprattutto, come detto, il pensiero indotto da questa cantilena è che se il prodotto è sempre scontato del 50/70% forse non è vera qualità! Ora sembra davvero che, anche grazie alla polemica scatenata dall’Unione Nazionale Consumatori, l’azienda stia cambiando strategia: è scomparso anche il richiamo agli “artigiani” e il payoff è diventato “autentica qualità”: sembra un richiamo alla fiducia dei consumatori. Se funzionerà, saranno le vendite a dirlo, di certo c’è che la campagna PoltroneSofà-almeno per ora- mi sembra più onesta! Voi che ne dite?