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Sebbene le banche facciano orecchie da mercante proponendo soluzioni a loro più convenienti, resta valida – nonché riconosciuta dalla legge – la possibilità di avvalersi di un conto base, il conto in banca a costo agevolato per famiglie e pensionati con redditi bassi, in base all’ISEE.

 

Dotato di bancomat, il conto corrente base, avrà un canone “ragionevole” e sarà completamente gratuito per i meno abbienti, ovvero quei soggetti o nuclei familiari meno abbienti, il cui ISEE non sia superiore a 11 mila e 600 euro annui. Anche per i pensionati è garantita la possibilità di aprirlo gratis: tutti coloro che hanno trattamenti non superiori all’importo lordo annuo di 18 mila euro ne sono infatti i diretti destinatari.

Operazioni e costi

In estrema sintesi, si possono fare 12 prelievi presso sportelli non della propria banca, ricevere 36 pagamenti tramite bonifico ed effettuarne 18, 12 versamenti contanti e assegni. Un sevizio di base, insomma, con le operazioni aggiuntive rispetto a quelle incluse nel flat che vengono addebitate, «nel rispetto dei criteri di ragionevolezza e coerenza con finalità di inclusione finanziaria».

Beneficiari
Il conto bancario di base è accessibile, come detto, a contribuenti con un ISEE fino a 11mila 600 euro, può essere cointestato solo con i componenti del nucleo familiare compreso nel tetto. Bisogna ogni anno comunicare alla banca il proprio ISEE (basta un’autocertificazione, per attestare il possesso del requisito). I pensionati possono aprire il conto base se hanno un assegno previdenziale fino a 18mila euro, in questo caso le caratteristiche del conto sono un po’ diverse sul fronte dei servizi inclusi (elencati nell’allegato B del decreto). Non è possibile essere titolari di più di un conto di base.

la legge specifica infine che il canone annuo deve essere “ragionevole e coerente con finalità di inclusione finanziario”, che significa non eccedere in ogni caso l’importo mediano delle spese applicate nel semestre precedente ai propri clienti per l’effettuazione delle operazioni e servizi in questione.

Anche il costo delle operazioni aggiuntive, si considera ragionevole e coerente con finalità di inclusione finanziaria quando non eccede l’importo mediano delle spese applicate nel semestre precedente ai propri clienti.