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Sanzioni maggiori e potenziamento della class action: queste le prime richieste che arrivano dalle associazioni dei Consumatori davanti alla relazione al Parlamento dell’Autorità Antitrust. Un bilancio di fine settennato per Giovanni Pitruzzella, che raccoglie reazioni positive da parte delle associazioni per l’attività di tutela dei consumatori portata avanti dall’Antitrust.

 

Da novembre 2001 a maggio di quest’anno l’Autorità ha irrogato sanzioni per poco meno di 1 miliardo e mezzo di euro e aperto più di 130 casi. Le decisioni con impegni, ha ricordato l’Agcm, sono diminuite e sono passate dal 49% del settennato precedente a circa il 26% del totale dei casi decisi. Su questi numeri si sofferma l’Unione Nazionale Consumatori. “Bene l’irrobustimento della politica sanzionatoria, che va, comunque, sempre più incrementata – commenta Massimiliano Dona, presidente UNC – Le decisioni con impegni e la moral suasion purtroppo non bastano per svolgere una sufficiente funzione deterrente. Anche le sanzioni sono spesso inferiori all’illecito guadagno, e per questo da anni chiediamo al legislatore di dare maggiori libertà di azione alle Authority, togliendo ogni tetto all’importo massimo delle multe comminabili.

Apprezzamento arriva da Codici, che riconosce come l’Antitrust si sia distinta in questi anni come “l’Autorità a tutela del consumatore più efficace ed incisiva rispetto a quelle di regolazione. Adesso però, occorre una revisione dei poteri delle Autorità – prosegue Codici – con un forte aumento delle sanzioni e soprattutto, aspettiamo l’approvazione della legge sulla class action, promossa nella scorsa legislatura dall’attuale guardasigilli Alfonso Bonafede”. Sostiene Ivano Giacomelli, segretario nazionale Codici: “Lo strumento della class action consentirebbe ai consumatori di vedere tutelati i propri diritti in tempi rapidi e con “punizioni” esemplari per chi non attua comportamenti corretti e trasparenti”.