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L’Unione Nazionale Consumatori solleva il caso delle borracce in acciaio e alluminio distribuite nelle scuole: ci sono scarse garanzie sulla qualità dei materiali usati e un panorama poco chiaro sulle certificazioni

Sabrina Bergamini

No alle borracce di alluminio e acciaio nelle scuole. La posizione dell’Unione Nazionale Consumatori è tranchant, ma solleva un dubbio: quali garanzie di sicurezza ci sono per la salute dei consumatori, senza un’adeguata certificazione e una normativa di riferimento sui materiali usati per le borracce?

 

Borracce, il caso sollevato dall’UNC

L’associazione si sta occupando della questione borracce, intese come alternative alla plastica, da qualche tempo. E già a giugno aveva lanciato una mobilitazione, e scritto alle istituzioni, per chiedere norme più stringenti sulla commercializzazione di questi prodotti.

Borracce in acciaio e alluminio si sono diffuse un po’ ovunque per contenere lo spreco di plastica, ma ci sono scarse garanzie sulla qualità dei materiali usati (si teme che rilascino sostanze dannose) e un panorama poco chiaro sulle certificazioni.

E se questo è il quadro in cui ci si muove, l’UNC ha presentato in questi giorni un’istanza al ministero dell’Istruzione, a quello della Salute e a quello dello Sviluppo Economico perché nelle scuole si blocchi la distribuzione di borracce di acciaio e di alluminio. In molte scuole, dice l’UNC, vengono distribuite borracce per ridurre l’uso della plastica. Ma rimane il dubbio che non siano davvero salutari senza un’adeguata indicazione sulla provenienza dei materiali di cui sono fatte.

Borracce, sicurezza e certificazioni

Dice il presidente UNC Massimiliano Dona: «Preservare il pianeta è sacrosanto, ma non possiamo farlo sulle spalle dei nostri figli. Tutti sappiamo che se la plastica non viene correttamente riciclata può causare danni enormi all’ambiente, ma non conosciamo ancora le conseguenze per la nostra salute dell’utilizzo prolungato di borracce realizzate con materiali di dubbia provenienza. Non è quindi con scelte demagogiche che si salva il pianeta, ma lavorando per aumentare i numeri del riciclo e contemporaneamente costruendo una normativa su prodotti come le borracce per salvaguardare la salute pubblica».

Il problema è la mancanza di certificazioni e norme certe.

«Per le borracce manca una certificazione ed una normativa di riferimento specifica», denuncia Dona.

L’associazione chiede al Ministero dell’Istruzione di bloccare la distribuzione delle borracce in via precauzionale, in attesa che si faccia chiarezza sul loro uso e sulla normativa che garantisca la sicurezza dei contenitori.