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L'Inps informa che dal 25 maggio è possibile fare domanda per l'indennità prevista dall'art. 85 del decreto rilancio per i lavoratori domestici

di Annamaria Villafrate - L'Inps informa che dal 25 maggio 2020 è possibile procedere all'inoltro delle domande necessarie per richiedere il bonus lavoratori domestici previsto dal decreto rilancio. La domanda, da inoltrare in modalità telematica, si presenta piuttosto semplice da compilare. In ogni caso chi non ha dimestichezza con la tecnologia può sempre chiedere aiuto ai patronati.

Vediamo quindi come procedere con le domande e facciamo un breve riepilogo delle caratteristiche fondamentali della misura:

 

Attivo servizio Inps per richiedere bonus lavoratori domestici

L'Inps informa gli utenti che dal 25 maggio è aperto e attivo il servizio per la presentazione delle domande per ottenere l'indennità Covid-19 destinata ai lavoratori domestici, così come introdotta dall'art. 85 del decreto rilancio n. 34/2020.

Dopo aver eseguito l'accesso al servizio, l'istituto precisa che sono a disposizione dei manuali liberamente consultabili, per compilare correttamente la richiesta.

Cliccando sul link dedicato al servizio "Indennità Covid-19 lavoratori domestici" si apre direttamente il riquadro in cui inserendo il Pin, lo Spid, la Carta di identità elettronica o la Carta nazionale dei Servizi e il Codice Fiscale, l'utente può avanzare la richiesta del bonus. I meno esperti possono chiedere l'assistenza degli Istituti di Patronato.

Come fare domanda

La domanda richiede la disponibilità, al momento della compilazione, dei propri dati identificativi e del proprio IBAN, necessario per ricevere l'accredito del bonus. In alternativa è possibile chiedere la riscossione dell'importo presso uno sportello postale in uno dei tanti uffici presenti sul territorio. Per chi non ha una residenza in Italia deve indicare il proprio domicilio sul territorio.

Nel momento in cui si presenta domanda, l'inoltro è documentato da una ricevuta contenente un numero identificativo (che non corrisponde ancora al protocollo) e l'indicazione della sede Inps competente. La protocollazione avviene successivamente. Al richiedente infatti, una volta completata questa fase, viene notificata la possibilità di collegarsi alla sezione "Consultazione pratica e pagamenti" dove può scaricare la ricevuta definitiva.

Attenzione: il bonus può essere riconosciuto nei limiti dell'importo stanziato pari a 460 milioni di euro, vale a dire che sono 460 mila i lavoratori che possono accedervi. Superato il limite suddetto non si potranno più approvare le relative domande.

Requisiti per il bonus colf e badanti

Ricordiamo brevemente che per ricevere l'indennità di 500 euro riconosciuta per i mesi di aprile e maggio 2020, i lavoratori domestici destinatari della misura, devono essere in possesso dei seguenti requisiti, così come richiesti dall'art. 85 del decreto rilancio:

  • avere in corso al 23 febbraio 2020, uno o più contratti di lavoro domestico;
  • i suddetti contratti devono prevedere avere una durata complessiva dell'orario di lavoro superiore alle 10 ore settimanali;
  • non essere titolari di pensione, a meno che non si tratti di assegno ordinario d'invalidità;
  • non essere titolari di un altro tipo di rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, ad eccezione di contratti intermittenti o a chiamata;
  • non aver percepito o avere diritto al momento di altre prestazioni collegate all'emergenza Covid-19 (ad eccezione del reddito d'emergenza) come: l'indennità per i professionisti e i lavoratori co.co.co, l'indennità per i lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell'Ago, l'indennità per i lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, l'indennità per i lavoratori del settore agricolo;
  • non essere regolarizzati in base alla sanatoria prevista dall'art. 103 del decreto rilancio per i lavoratori agricoli, per chi si occupa dell'assistenza alla persona e per i lavoratori domestici.

Cumuli consentiti

Il Bonus per i lavoratori domestici può essere cumulato solo con le misure di contrasto alla povertà, ma con dei limiti. Le misure ammesse sono infatti il reddito di cittadinanza, la pensione di cittadinanza e il reddito di emergenza che, se percepiti in una misura inferiore ai 500 euro previsti per detta indennità, possono essere integrati fino a tale importo limite.