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di Lucia Izzo

Le famiglie italiane rischiano una stangata notevole sulle bollette dell'acqua. Una recente delibera dell'ARERA (l'Autorità di regolazione per Energia Reti e Ambiente) ha infatti dato il via libera a una normativa sull'articolazione tariffaria del servizio idrico integrato che avrà l'effetto di aumentare retroattivamente le tariffe in relazione ai consumi dell'acquedotto.

Ad anticipare la notizia è il Sole 24 Ore, in un articolo presente nell'edizione cartacea dello scorso 9 luglio. La notizia non ha mancato di scatenare polemiche, soprattutto in relazione alla retroattività dell'adeguamento delle tariffe idriche. Le nuove tariffe, infatti, dovrebbero essere applicate a partire dal 1° gennaio 2018 e valere per tutte le utenze e in tutte le regioni.

 

Attraverso tali innovazioni, ARERA perseguirebbe l'obiettivo di riorganizzare e riordinare le varie categorie e sottocategorie di utenza, con l'effetto di uniformarle così da rendere più semplice e immediato il calcolo delle somme dovute al gestore per il servizio.

Acqua: stangata sulle famiglie più numerose

Il metodo seguito per effettuare il suddetto adeguamento, tuttavia, rischia di compromettere in particolare le famiglie più numerose. L'Autorità, infatti, avrebbe stabilito "un criterio in base al quale i costi cambieranno rispetto al numero dei componenti del nucleo famigliare: più alto è il numero delle persone che abitano sotto lo stesso tetto, maggiore sarà il costo da pagare".

I cittadini, dunque, si potrebbero vedere costretti al versamento di un conguaglio di importo variabile in relazione al numero di componenti della famiglia, poiché l'adeguamento tariffario avverrà seguendo un criterio di determinazione dei costi pro capite.

Non subirà modifiche, invece, la distinzione tra quota fissa e quota variabile, rispettivamente la quota indipendente dal consumo (volta a coprire i costi per gestire le infrastrutture idriche e le attività che garantiscono il servizio) e quella che varia in maniera proporzionale al consumo.

Il meccanismo prescelto da ARERA, che si sofferma sul numero di persone che abitano in casa, mira dunque a consentire la possibilità di premiare comportamenti virtuosi e disincentivare gli sprechi. Nel dettaglio, le utenze saranno divise in domestiche e non domestiche e ognuna di queste sarà a sua volta distinta in categorie (residenti, non residenti, uso condominiale e industriale, artigianale/commerciale, agricolo/zootecnico, uso pubblico non disalimentabile, uso pubblico disalimentabile ecc.)