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I consigli degli esperti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e di Fondazione ANIA per i corretti stili di vita dei più piccoli

Elena Leoparco

L’abitudine ad assumere stili di vita sani si impara fin da piccoli. Dormire bene, mangiare in modo equilibrato, muoversi ogni giorno devono entrare fin da subito nei ritmi quotidiani. Gli esperti dell’Istituto Bambino Gesù hanno messo a punto una serie di consigli utili per i genitori su come educare alle buone abitudini di vita.

Cinque pasti al giorno

 

Si comincia dalla tavola. A colazione, pranzo, cena e merende, nel piatto dei più piccoli devono esserci tutti i nutrienti: carboidrati, fibre, proteine, grassi, vitamine e sali minerali, da combinare in percentuale variabile a seconda dei momenti della giornata. Scegliendo alimenti diversi, freschi e di stagione.

Da evitare cibi troppo calorici, troppo salati, gli eccessi di proteine e di grassi di origine animale. Insomma, poche merendine e più frutta. Per dissetarsi solo acqua o succhi fatti in casa senza aggiunta di zuccheri o dolcificanti.

Il momento del pasto è un’importante occasione educativa e sociale. L’offerta di cibo – sottolineano gli specialisti – va accompagnata dalle ‘cure’ adeguate (non lasciare il bambino da solo), allontanando il sentimento di ansia di non nutrire abbastanza il proprio figlio.

Durante la crescita alcuni periodi di inappetenza sono fisiologici. Attenzione però al rifiuto persistente di cibi e bevande, ai cali di peso e alla presenza di sintomi associati come diarrea, vomito e stanchezza. In questo caso l’indicazione è di ricorrere all’aiuto di un esperto.

Il sonno 

Nei primi mesi di vita, i più piccoli hanno un ritmo sonno-veglia molto diverso da quello degli adulti: è indipendente dall’ambiente, dall’alternanza luce-buio ed è regolato soprattutto da bisogni primari come fame e sete. Dopo i 4 mesi il bambino si adatta gradualmente ai ritmi esterni. È questo il momento di instaurare delle abitudini regolari che lo aiutino a concentrare il sonno nelle ore notturne.

Per non compromettere il normale sviluppo del sonno – spiegano gli esperti – ci sono alcuni errori da evitare, come mettere il bambino a letto già addormentato. È importante, invece, farlo addormentare nella sua stanza, nel lettino e non in braccio. Prima di dormire, evitare giochi troppo stimolanti e preferire attività rilassanti come leggere una favola e creare un rituale per l’addormentamento, da riproporre tutte le sere.

Leggere prima di dormire aiuta a crescere bene

La lettura è fondamentale per lo sviluppo dei bambini. Il neonato è attratto dal ritmo della voce del genitore e la musicalità di una storia letta ad alta voce è capace di incantare anche i più piccoli, fin dalla nascita.

Accoccolarsi insieme e leggere rafforza molto il legame tra genitori e figli. Inoltre, un bambino abituato quotidianamente all’ascolto di letture, svilupperà più facilmente il linguaggio, sarà più curioso, avrà voglia di imparare a leggere e avrà migliori tempi di attenzione perché abituato ad ascoltare.

Il suggerimento per i genitori è, dunque, di leggere molto insieme ai propri figli, attività molto più efficace della visione di una storia animata su un dispositivo digitale o dell’ascolto di una versione audio.

A scuola, si va a piedi

Incremento del tono muscolare, positivo condizionamento cardiovascolare, consumo di calorie. Sono alcuni benefici delle camminate, una buona abitudine – bastano 30 minuti al giorno – da aggiungere alle normali attività quotidiane per evitare i danni che derivano dall’accoppiata sedentarietà-eccesso di peso.

Un sistema corretto, semplice, per introdurre nello stile di vita del ragazzo un’attività utile al suo organismo, potrebbe essere andare a scuola a piedi. Una recente ricerca di Okkio alla Salute evidenzia, però, che solo il 28% dei giovani raggiunge la scuola in bicicletta o camminando.

Eppure, muoversi in autonomia senza ricorrere all’automobile guidata dai genitori, è un’occasione per socializzare, sviluppare l’autostima, contribuire a un sano equilibrio psicologico ed è un modo attivo per imparare l’educazione stradale. Per chi va a scuola in autobus basterebbe un po’ di buona volontà: scendere un paio di fermate prima può essere utilissimo per combattere la sedentarietà, a volte pericolosa.

Videogiochi, si ma con prudenza

Alcune ricerche scientifiche evidenziano che l’uso di videogame, soprattutto di giochi di azione, può migliorare le capacità di attenzione ed elaborazione visiva, la memoria di lavoro spaziale e visiva, con possibili benefici su particolari condizioni come la dislessia. Contemporaneamente, gli studi confermano che un uso eccessivo di videogiochi o strumenti elettronici può indurre vere e proprie forme di dipendenza, con possibili comportamenti da “astinenza” se il bambino ne viene privato.

Più in generale, l’impatto dei videogame sullo sviluppo cognitivo è influenzato anche dall’età del bambino, dalla quantità di tempo dedicato, dal contenuto del gioco e dal contesto sociale.

Dunque, sebbene tali strumenti non debbano essere demonizzati, è consigliabile proporli con prudenza: non prima dei 6 anni di età, per non più di 30-60 minuti al giorno, e sempre sotto il controllo diretto dei genitori.