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L' UNIONE fa la forza se dai forza all'UNIONE.

 

Tutto comincia con quei messaggi pubblicitari molto accattivanti che, raccontando di come quel giovane universitario (o quella casalinga) siano diventati milionari, ci invitano sui siti del trading online: di cosa si tratta? Molto semplice: piattaforme che illustrano con quanta facilità sia possibile per ciascuno di noi (!) giocare in borsa, acquistare e vendere titoli per diventare ricchi in breve tempo.

 

Raccontata così la proposta sembra miracolistica e qualcuno potrebbe pensare che non esista un consumatore così ingenuo da abboccare all’amo… Ed invece, purtroppo, l’abilità narrativa di questi operatori è tale da sedurre un gran numero di persone. Poi la pervasività della pubblicità (soprattutto online) fa il resto: messaggi che cercano di rassicurarci grazie all’offerta di “periodi di prova” e vari “bonus di benvenuto”. Così si apre la strada alle truffe nel trading online.

Ma come riconoscere i siti pericolosi per i nostri soldi? Intanto osservando lo schema della comunicazione pubblicitaria che è molto simile a quello del gioco online. In effetti, chi propone il trading online vuole farci credere che moltiplicare i nostri risparmi sia facile come scommettere sul risultato di una partita di calcio. Anche lì si finisce per perdere i propri denari, ma con il trading online il rischio è molto più alto: ci viene chiesto di fare un bonifico verso un conto estero e l'operatore sparisce nel nulla.

Agli sportelli dell’Unione Nazionale Consumatori arrivano ciclicamente centinaia di segnalazioni da parte di consumatori che sono rimasti vittima delle truffe del trading online: recentemente notiamo come il marketing di questi servizi si stia facendo più aggressivo con l’invio di Sms e il diffondersi di chiamate promozionali sui numeri di cellulare dei consumatori con la proposta (apparentemente innocua) di investire “solo” 200 euro pur di ottenere dei bonus. Ma, come detto, le richieste si fanno poi più esose e quando avremo bonificato 5 mila euro su un conto corrente in Bulgaria o Moldavia, ecco che l’azienda sparisce con i nostri soldi.

Come possa accadere tutto ciò se l’attività finanziaria di investimento è regolamentata a livello nazionale ed europeo? Facile: queste aziende operano al di fuori delle regole, non avendo mai ottenuto alcuna autorizzazione a raccogliere risparmi sul territorio italiano da parte della Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa).

E allora come difendersi dalle truffe del trading online? La prima cosa da fare è per l'appunto quella di verificare se il soggetto che offre il  servizio sia autorizzato in Italia. In ogni caso conviene verificare se vi siano delle segnalazioni negative presso la Consob (sul sito dell’Autorità sono pubblicati periodici avvisi in cui sono resi noti i nomi dei soggetti non autorizzati). Vale la pena di ricordare che l’esercizio abusivo di servizi e attività di investimento è un reato punito con la reclusione fino ad un massimo di 8 anni (art. 166 del Testo unico della Finanza – Tuf).

Un ultimo consiglio: quando si fanno acquisti online (lo ripeto spesso) la prima tutela sta nel metodo di pagamento che utilizziamo, quindi è sconsigliabile l’uso del bonifico bancario. Molto meglio effettuare i pagamenti tramite carta di credito, cosa che consente, almeno in determinate circostanze, di contestare gli addebiti e magari anche di recuperare i soldi versati. In caso di necessità, contattare gli sportelli dell’Unione Nazionale Consumatori per ricevere l’assistenza dei nostri esperti.