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Ad aprile e maggio c’è un aumento di attacchi informatici legati al coronavirus. Italia al primo posto in Europa per registrazione di domini malevoli a tema Covid. Le minacce alla sicurezza informatica e il coronavirus secondo un focus Agcom

Sabrina Bergamini

False email, campagne di phishing, tentativi di carpire i dati personali. E non manca la richiesta di un riscatto per sbloccare i propri dati. È accaduto a maggio, quando c’è stata un’attività di phishing che, sfruttando il rilascio dell’app Immuni, induceva a scaricare una app che nascondeva un ransomware (un programma malevolo). Se eseguito, questo cifrava tutti i file sul disco cambiando l’estensione in .fuckunicornhtrhrtjrjy. Il riscatto per la decifratura era di 300 euro in bitcoin. Benvenuti nell’era degli attacchi informatici durante il coronavirus.

 

Gli attacchi informatici e la pandemia

Le minacce e gli attacchi informatici si sono moltiplicati durante la pandemia e si sono diversificate le tecniche usate. Il panorama emerge da un focus presente all’interno del terzo numero dell’Osservatorio sulla disinformazione online -Speciale Coronavirus, pubblicato nei giorni scorsi dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

L’Italia si piazza al primo posto in Europa e al secondo nel mondo per registrazione di domini malevoli sul Covid-19.

Ad aprile e maggio, spiega l’Agcom, «rimane alta a livello internazionale la frequenza di attacchi alla sicurezza informatica, con un considerevole incremento di minacce informatiche connesse al coronavirus e una maggiore diversificazione delle tecniche di attacco utilizzate. Tra i più colpiti, i settori della ricerca, sanità e smart working. Aumentano in misura considerevole anche i nuovi domini internet dannosi e ad alto rischio legati al coronavirus, con l’Italia che si colloca al primo posto in Europa e al secondo nel mondo (dopo gli USA) per numero di nuove registrazioni malevole».

Phishing in aumento

Durante l’epidemia aumentano le minacce informatiche. Nei mesi della diffusione del contagio nel mondo, dice l’Agcom, c’è un notevole incremento di siti di phishing, specialmente alla fine di febbraio e dalla metà di aprile in poi.

Dal 9 marzo al 26 aprile si contano in media 1.767 nuovi domini malevoli legati al coronavirus al giorno. Nello stesso periodo si contano 86.600 domini ad alto rischio o dannosi, sempre a tema Covid.

L’Italia, rileva l’Agcom, è il primo Paese in Europa e il secondo al mondo (dopo gli USA) per numero di domini malevoli registrati a tema Covid-19. Seguono Germania e Russia.

«Nel mese di aprile – scrive l’Agcom – si riscontra un considerevole aumento di minacce alla sicurezza informatica connesse al coronavirus e una maggiore diversificazione delle tecniche di attacco utilizzate».

In Italia c’è un’ampia offerta di app di contact tracing malevole, mentre a livello mondiale «aumentano gli attacchi verso servizi di video conferenza e la diffusione di truffe attraverso siti di e-commerce(che contengono nel nome parole come ‘’corona’’ o ‘’covid’’), in particolare per la vendita di prodotti farmaceutici e biomedicali».

Attacchi informatici a maggio

Gli attacchi informatici più diffusi a maggio sono le campagne di phishing e le app malevole. I settori più colpiti sono quello della ricerca, la sanità e lo smart working.

In particolare, anche in Italia ci sono minacce alla sicurezza informatica verso computer di istituti universitari e enti di ricerca, le cui enormi capacità di calcolo sono sfruttate per la lotta al contagio. Nel settore della sanità vengono colpite sia strutture ospedalieri che enti nazionali, come l’Iss, o la stessa OMS col rischio di mettere in serio pericolo la disponibilità di servizi essenziali per contrastare il Covid-19 e curare i pazienti, oltre che la riservatezza e l’integrità di dati sensibili.