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Nel secondo trimestre 2020 il 60% dei ricorsi ricevuti dall’Arbitro Bancario Finanziario è sulla cessione del quinto, in netto aumento rispetto all’anno precedente

Sabrina Bergamini

Il 60% dei ricorsi ricevuti dall’Arbitro Bancario Finanziario riguarda casi di cessione del quinto. A lunga distanza ci sono quelli che riguardano depositi a risparmio e buoni fruttiferi postali (14%).

Il quadro di sintesi dell’Arbitro Bancario Finanziario diffuso oggi dice che nel secondo trimestre 2020 l’ABF ha ricevuto 7528 ricorsi, più 40% rispetto al secondo trimestre 2019.

L’Arbitro Bancario Finanziario: i numeri del secondo trimestre 2020

 

L’Arbitro Bancario Finanziario è un sistema di risoluzione alternativa delle controversie (ADR) che possono sorgere tra i clienti e le banche e gli altri intermediari in materia di operazioni e servizi bancari e finanziari. È indipendente e imparziale, sostenuto nel suo funzionamento dalla Banca d’Italia.

Nel secondo trimestre 2020, secondo i dati diffusi oggi, i ricorsi decisi sono diminuiti del 24% passando da oltre 8400 a poco meno di 6400. Di questi, nel secondo trimestre 2020 il 56% sono stati accolti, il 16% sono cessati e il 28% sono stati respinti. È aumentata rispetto all’anno scorso la percentuale di ricorsi accolti mentre sono diminuiti i ricorsi respinti (nel 2019 erano rispettivamente il 42% e il 40%).

Nel secondo trimestre 2020 il 60% dei ricorsi ricevuti ha riguardato la cessione del quinto, in netto aumento su base annuale (nel secondo trimestre 2019 erano infatti il 44%).

Rappresentano invece il 14% i ricorsi che riguardano depositi a risparmio o buoni postali fruttiferi.

Il 5% dei ricorsi ricevuti riguarda le carte di credito. Seguono, con percentuali più basse, ricorsi su bancomat, conto corrente, credito ai consumatori, mutui, centrale dei rischi. La durata media si abbassa a 107 giorni (rispetto a 210) al netto dei periodi di sospensione feriale e dell’emergenza coronavirus