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Il Tar del Lazio ha confermato la sanzione di 7 milioni di euro inflitta lo scorso febbraio a Sky Italia dall’Antitrust per pubblicità ingannevole e pratica aggressiva in relazione al pacchetto calcio per la stagione 2018/19. Lo ha stabilito il tribunale amministrativo respingendo la richiesta di Sky di congelare il provvedimento del garante della concorrenza. Secondo il Tar, infatti, il ricorso “non si presenta assistito da sufficiente fumus boni juris”.

 

Secondo l’Antitrust, Sky non ha fornito informazioni chiare e immediate sul contenuto del pacchetto calcio, lasciando intendere ai potenziali nuovi clienti che tale pacchetto fosse comprensivo di tutte le partite del campionato di serie A come nel triennio precedente.

Sulla vicenda si sono impegnate molte anche le associazioni dei consumatori che oggi appaiono soddisfatte della decisione del Tribunale Amministrativo. 

“Dopo la decisione del Tar” spiega il presidente di Codacons, Carlo Rienzi, “Sky deve rimborsare tutti coloro che hanno sottoscritto l’abbonamento calcio restituendo ai propri clienti quanto pagato”.

“Il ricorso presentato da Sky”, commenta l’avvocato di Codici, Carmine Laurenzano, “secondo noi era irricevibile, inammissibile e infondato. L’Antitrust ha accertato che Sky ha posto in essere due pratiche commerciali scorrette, in particolare una pratica ingannevole in violazione dell’articolo 21, comma 1, lettera b) del Codice del Consumo ed una pratica aggressiva in violazione degli articoli 24 e 25 del Codice del Consumo, vietandone la diffusione o reiterazione. Per queste ragioni, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha inflitto due sanzioni, rispettivamente da 3 milioni di euro per la pratica ingannevole e da 4 milioni di euro per la pratica aggressiva”.

 “Saggia decisione”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Per una volta nessun autogol da parte del Tar che in passato, invece, vedasi la vicenda delle bollette a 28 giorni, ha concesso troppo spesso sospensive a gogo”.